Andate avanti così, continuate a farvi del male. Questa è l’altra faccia della medaglia russa, con la frammentazione delle opposizioni che si presenta ancora una volta divisa. Come far sentire la voce della protesta alle elezioni per la Duma, che si sono aperte oggi e si concluderanno domenica? Il partito Jabloko, l’unico movimento pacifista rimasto in Russia, escluso dalla competizione a un mese dalle votazioni, ha deciso di andare ai seggi per invalidare la scheda, con l’intento di inviare un segnale alle autorità. Essendo gli unici rimasti nel paese, e affrontando arresti e processi, rivendicano un diritto di prelazione.
Tuttavia, gli esponenti dell’opposizione russa all’estero propongono soluzioni alternative. Andrej Buzin, ex presidente dell’associazione Golos, sostiene l’invito di Jabloko, mentre Yulia Navalnaya, moglie del defunto Alexej Navalny, si unisce per la prima volta al suo presunto avversario Maksim Katz, invitando a un voto utile contro i rappresentanti della Russia Unita di Vladimir Putin. Questa iniziativa si ispira al “Mezzogiorno contro Putin”, già attuato durante le presidenziali del 2024.
La scelta dei candidati dovrebbe ricadere su coloro che sostengono in misura minore la guerra in Ucraina, anche se attualmente non esistono alternative valide. In questo contesto, il “Forum della Russia Libera”, fondato da Garry Kasparov, considera il voto di settembre una farsa, esortando all’astensione e criticando sia il “Voto intelligente” che l’operazione del “Mezzogiorno”, definita “pura coreografia”. Nikolaj Rybakov, presidente di Jabloko, esprime la propria frustrazione durante un incontro a San Pietroburgo, affermando che votare per altri partiti di sistema significa supportare leggi repressive e la guerra, etichettando l’appello di Navalnaya e Katz come “umanamente vile”.
La tensione cresce e tra i membri dell’opposizione emerge una lotta interna. Negli sviluppi futuri, si prevedono ulteriori confronti e divisioni, in un panorama politico già complesso e disastroso.
