L’Emilia-Romagna si distingue nuovamente come una delle regioni leader nella sanità italiana, secondo i dati diffusi nel nono rapporto dell’Osservatorio. La regione occupa infatti una delle prime tre posizioni, insieme a Veneto e Toscana, per i livelli essenziali di assistenza (Lea) garantiti ai cittadini, basandosi su informazioni del ministero della Salute relative al 2024.
Nel dettaglio, l’Emilia-Romagna ha registrato 97 punti nella prevenzione, posizionandosi seconda in Italia, subito dopo la Provincia autonoma di Trento. Ha ottenuto 94 punti nell’ambito distrettuale, classificandosi nuovamente seconda, questa volta dietro al Veneto, e 91 punti in quella ospedaliera, terza dopo Veneto e Toscana. Questi risultati sono stati raggiunti con un livello di riparto tra i più bassi, pari a 2.218 euro pro-capite, in linea con la media nazionale.
Il presidente della regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale alle politiche per la salute, Massimo Fabi, esprimono sia soddisfazione per i risultati ottenuti dal Servizio sanitario pubblico, sia preoccupazione per la situazione della sanità pubblica nel Paese, che sta affrontando un significativo definanziamento nazionale.
I dati mostrano come, tra il 2023 e il 2026, la percentuale di finanziamento pubblico al sistema sanitario italiano rispetto al Pil sia scesa dal 6,22% al 6,14%, con un “taglio invisibile” di 18,8 miliardi di euro. L’Italia continua a occupare una posizione di retroguardia in Europa per spesa sanitaria pubblica pro-capite. Nel 2024, quasi 6 milioni di persone hanno rinunciato a visite ed esami, aumentando l’uso di fondi e assicurazioni private.
De Pascale e Fabi sottolineano che diventa urgente un rifinanziamento robusto della sanità pubblica in Italia per prevenire il collasso dell’intero sistema. Sebbene si registri un aumento assoluto della spesa, questo non è sufficiente a coprire l’incremento dei costi, dei servizi e delle prestazioni, specialmente di fronte all’impennata dei costi energetici.
I due rappresentanti regionali esprimono anche preoccupazione per il fatto che l’Italia rimane indietro in Europa per spesa sanitaria pubblica pro-capite, citando il dato allarmante di quasi 6 milioni di cittadini che hanno rinunciato a cure. Rivolgono un appello al Governo affinché ascolti le esigenze non solo dell’Emilia-Romagna, ma di tutte le Regioni italiane che, al di là delle differenze politiche, segnalano da tempo questa problematica e chiedono interventi concreti e urgenti.