Una serie di grandi cartelloni pubblicitari è apparsa a Teheran, contenenti minacce esplicite nei confronti di Donald Trump. Questo è accaduto nel giorno delle elezioni di Midterm negli Stati Uniti, subito dopo che le forze statunitensi hanno condotto raid nell’area dell’isola iraniana di Qeshm, situata vicino allo Stretto di Hormuz. Uno dei cartelloni, collocato nella frequentata piazza Enghelab, mostra Trump rappresentato dietro le sbarre con le mani chiuse a pugno e la testa chinata in avanti.
Un altro cartellone lo ritrae accanto a JD Vance, Steve Witkoff e Benjamin Netanyahu, con i volti insanguinati e gli abiti strappati, di fronte a bandiere statunitensi e israeliane stracciate. Un messaggio recita: “Scorrerà del sangue”, mentre persone riunite nella piazza sventolano bandiere rosse chiedendo vendetta per la morte di Ali Khamenei, la Guida Suprema iraniana, avvenuta in occasione delle operazioni militari contro l’Iran. Inoltre, a piazza Tajrish, nella zona settentrionale di Teheran, è stata allestita una mostra all’aperto che include un’opera che ritrae Trump riverso a terra, con il viso insanguinato e schiacciato da un piede. Altre opere includono una bomba che gli copre il volto e una riproduzione di una cella in cui un attore interpreta il presidente statunitense.
Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha denunciato gli attacchi statunitensi a Qeshm, affermando che l’aggressione contro l’Iran non è finita e che il paese rimane in stato di guerra. Ha avvertito che l’Iran si riserva il diritto di legittima difesa fino a quando non cesseranno completamente le aggressioni militari. Inoltre, ha dichiarato che l’Iran è pronto ad affrontare qualsiasi situazione nel caso in cui gli Stati Uniti decidano di cambiare approccio.
La chiusura dello stretto di Hormuz ha avuto un impatto economico significativo per l’Europa, con un aumento dei costi delle importazioni di combustibili fossili pari a 127 miliardi di euro, senza offrire un incremento dell’energia disponibile. La presidente della Commissione europea ha evidenziato che la transizione energetica non riguarda solo il clima, ma anche la competitività e l’indipendenza strategica dell’Unione europea.
Ha sottolineato che, dalla chiusura dello stretto, l’Europa ha pagato di più per i combustibili fossili senza ricevere energia aggiuntiva. Ha aggiunto che importare petrolio e gas comporta il rischio di importare anche le crisi ad essi associate. Ha ribadito l’impegno dell’Europa per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e ha confermato l’obiettivo di ridurre le emissioni europee del 90% entro il 2040. Von der Leyen ha anche menzionato che dal 2021 sono stati investiti oltre 1.200 miliardi di euro in attività sostenibili nell’UE e che il mercato mondiale delle tecnologie pulite sta crescendo di circa il 20% all’anno. La Commissione è al lavoro per creare una Banca per la decarbonizzazione industriale, con l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di euro per sostenere la trasformazione produttiva.