Putin inizia una nuova mobilitazione di massa mentre la Russia affronta una carenza di soldati e cresce il panico ai confini.

Matteo
Di Matteo

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


La Russia si prepara a una nuova mobilitazione di massa. Il sistema militare del Cremlino sta svolgendo esercitazioni in tutto il Paese per testare la capacità di reclutare nuovi soldati. L’obiettivo è garantire la logistica per accogliere, nutrire, equipaggiare e armare centinaia di migliaia di nuovi membri delle forze armate. I test, che hanno già interessato aree strategiche, hanno visto alti ufficiali recarsi a Kaliningrad per pianificare la chiamata alle armi dei residenti locali. Attività simili sono in corso in diverse regioni del Paese.

Questa accelerazione è motivata dalla grave carenza di personale al fronte. I canali di reclutamento volontario non riescono a compensare le perdite subite in Ucraina. Pur mantenendo il suo obiettivo strategico di conquistare completamente il Donbass, Putin ha scelto di mobilitare. Gli esperti hanno osservato che una mobilitazione ordinata ora non influenzerà significativamente l’anno in corso, ma sarà fondamentale per il 2027. È previsto che il Cremlino non annunci la nuova leva prima delle elezioni parlamentari di fine settembre, per evitare conseguenze politiche indesiderate. Tuttavia, subito dopo il voto, il piano prevede il richiamo di altre 300.000 persone.

Per limitare l’impatto sociale, la mobilitazione sarà principalmente “periferica”, interessando soprattutto province e aree rurali, escludendo le grandi metropoli come Mosca e San Pietroburgo. Il Cremlino intende evitare il caos del settembre 2022, quando l’annuncio della leva aveva portato a massicce fughe di cittadini. Questa volta, le autorità utilizzeranno un registro elettronico unificato per gestire gli uomini in età militare. I decreti di chiamata verranno inviati online e i richiami saranno effettuati in modo scaglionato e a gruppi piccoli, minimizzando il rischio di proteste.

Nonostante la segretezza, le indiscrezioni hanno già generato preoccupazione tra la popolazione. Le ricerche su come lasciare la Russia sono aumentate. Al valico di frontiera di Verkhny Lars, tra Russia e Georgia, si registrano flussi record di oltre 20.000 persone al giorno. Questo ha causato un aumento vertiginoso dei prezzi degli affitti in Paesi vicini come Georgia e Armenia. Inoltre, la nuova chiamata alle armi rischia di aggravare ulteriormente un sistema produttivo già vulnerabile. Sottrarre centinaia di migliaia di lavoratori a un mercato del lavoro già carente, insieme alla necessità di sostenere finanziariamente questi uomini, eserciterà una forte pressione sul bilancio dello Stato russo.

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