Hotel, VisitRimini critica Conflavoro: “Settore in salute, non è un’autocelebrazione”

Matteo
Di Matteo
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VisitRimini interviene in merito ai dati sull’andamento della stagione turistica diffusi da Conflavoro Pmi Rimini. La Destination Management Company contesta il metodo utilizzato nella rilevazione e difende i propri numeri, elaborati tramite la piattaforma HBenchmark, che si basa sulle prenotazioni alberghiere.

La risposta sottolinea l’importanza di una narrazione corretta e oggettiva, a tutela dell’immagine e del lavoro di VisitRimini, Promozione Alberghiera e Federalberghi. I dati definitivi di luglio e le proiezioni per agosto vengono raccolti in modo automatico e anonimo dai gestionali degli hotel, fornendo indicatori chiave come l’occupazione e il prezzo medio delle camere. Tali informazioni consentono agli albergatori e alle destinazioni di confrontare i risultati e pianificare strategie commerciali mirate.

Dall’analisi emerge che il comparto alberghiero riminese monitorato gode di buona salute. Tuttavia, la differenza di geolocalizzazione nel sondaggio di Conflavoro Pmi, che coinvolge l’intera provincia da Bellaria-Igea Marina a Cattolica, mentre VisitRimini si concentra sulla sola città, crea un confronto non omogeneo. Si avverte il rischio che una “guerra dei dati” possa danneggiare la reputazione della destinazione, specialmente in un periodo cruciale.

La crescita di VisitRimini attraverso HBenchmark deriva da una strategia mirata, non da svendite, e si basa sul connubio tra grandi eventi e internazionalizzazione, sostenuta dall’aumento dei voli nell’aeroporto Fellini. Al contrario, il sondaggio di Conflavoro Pmi presenta limiti statistici significativi, come il campionamento volontario, che consente a chiunque di partecipare. Questo metodo può portare a risposte multiple e distorsioni, poiché non richiede una partita IVA unica o codici di autenticazione, aprendo la possibilità a manipolazioni dei dati.

Anche nel metodo ci sono bias cognitivi, in quanto scale qualitative che misurano solo percezioni psicologiche, distorcendo la reale entità dei fenomeni. Ad esempio, un calo dell’1% e uno del 30% sono entrambi registrati come “minori”, facendo perdere di vista i dati oggettivi. Inoltre, nel sondaggio non viene richiesta alcuna misura assoluta degli utili, limitando la comprensibilità dei risultati.

I dati comunicati non hanno fini autocelebrativi, ma offrono una chiara rappresentazione delle performance degli hotel coinvolti nella rilevazione. Si è consapevoli delle attuali sfide macroeconomiche, legate all’inflazione e al potere d’acquisto degli italiani. La risposta si propone di attrarre turismo internazionale e diversificare l’offerta attraverso eventi. Negare la crescita dei flussi, come evidenziato anche dai dati aeroportuali, significa ignorare la realtà dei fatti.

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