Il Circo Rolando Orfei ha rilasciato un comunicato per respingere le accuse diffuse sui social network riguardanti la gestione degli animali. La direzione segnala l’esistenza di una campagna di odio che ha preso di mira anche le famiglie e i lavoratori della compagnia. Nel comunicato, viene ribadito il rispetto delle normative sul benessere animale e viene lanciato un invito al dialogo con le associazioni animaliste e i cittadini.
La direzione definisce infondate le ricostruzioni circolate online, anche per il loro carattere strumentale e lesivo nei confronti della realtà. Viene denunciato l’uso distorto di materiale fotografico e video, spesso estrapolato dal contesto.
Il circo nega ogni accusa di maltrattamento, sottolineando che le sue attività si svolgono nel pieno rispetto delle normative nazionali e internazionali. Viene garantito il costante monitoraggio da parte dei servizi veterinari, i quali certificano regolarmente il benessere degli animali. La direzione evidenzia che gli animali non sono semplici attrazioni, ma compagni di vita trattati con dedizione e rispetto da generazioni di professionisti.
La comunicazione esprime preoccupazione per il clima di attacchi personali e minacce che ha investito la compagnia e i suoi membri sui social media.
In risposta a questa situazione, il Circo Rolando Orfei propone due iniziative. Invita le associazioni animaliste, gli attivisti e i cittadini a visitare le strutture del circo per vedere di persona le condizioni di vita e di cura degli animali. Propone anche la creazione di un canale di dialogo costruttivo e istituzionale, mediato da esperti e veterinari indipendenti, per discutere serenamente del futuro dello spettacolo viaggiante e del benessere animale, rifiutando ogni forma di estremismo.
Il comunicato si conclude con un appello al dialogo, sottolineando l’importanza della conoscenza diretta nel superare la polarizzazione e nel costruire un futuro di rispetto reciproco. Si rinnova l’invito a un confronto civile, auspicando un ritorno a toni e contenuti appropriati nel dibattito democratico.
