Innamorata della crescente popolarità dei viaggi di gruppo, Lydia Swinscoe decide di intraprendere un viaggio che risulterà determinante per la sua vita. Si iscrive a un progetto di ricerca sui viaggi di gruppo, optando per lo Sri Lanka, un paese che, nonostante oltre vent’anni di viaggi in solitaria, le era sfuggito.
Pur avendo sempre viaggiato da sola, è spinta dalla curiosità di scoprire il motivo per cui i viaggi di gruppo fossero così amati, in particolare dai millennial. Così, programma di trascorrere qualche giorno da sola a Colombo e di unire un tour di gruppo al suo itinerario personale.
Durante i dodici giorni di tour, acompagna un gruppo composto da cinque donne e quattro uomini, per lo più statunitensi, ma anche britannici e un australiano. Sono guidati da Suranga, che con passione e conoscenza mostra il meglio del suo paese. Il gruppo parte da Negombo, visitando il mercato del pesce, per arrivare all’antica città di Polonnaruwa. Poi si dirigono verso Haputale ed Ella, sede del famoso Ponte dei Nove Archi, prima di un safari nel Parco Nazionale di Yala, noto per i suoi leopardi e orsi bradi, e infine alla storica Fortezza di Galle, per concludere la giornata sulle spiagge di Kosgoda.
Il tour è frenetico, ma Suranga gestisce ogni situazione con umorismo. Anche di fronte a domande banali da parte dei partecipanti, mantiene un atteggiamento calmo e paziente. Durante una passeggiata nel Parco Nazionale di Yala, Lydia si appassiona all’osservazione degli uccelli. Una sera, dopo una cena di gruppo, perde il telefono. Riuscendo a contattare Suranga attraverso lo schermo rotto, chiede informazioni su un possibile luogo di riparazione. Non trovando nulla durante il tour, i due si ritrovano a esplorare le affollate strade di Pettah a Colombo.
Suranga offre il suo aiuto e così Lydia trascorre un’intera giornata con lui. Visitano il Barefoot Garden Cafe per un thæmbili e un caffè, trascorrendo ore a parlare. Liberati dalla struttura del tour, la loro interazione si fa più personale. Quando Lydia deve salutare Suranga, si rende conto di quanto le dispiaccia. Nelle settimane seguenti, si incontrano più volte e Lydia decide di prolungare il soggiorno, desiderosa di visitare Jaffna e alcuni luoghi storici sull’isola.
Prolungando il suo viaggio, i due si sentono regolarmente, mantenendo una comunicazione costante. Nonostante le differenze culturali e le complicazioni logistiche, sei mesi dopo il primo incontro decidono di dare una svolta alla loro relazione.
A oltre due anni di distanza, la loro connessione continua a crescere. Hanno viaggiato insieme in diverse località, esplorando angoli meno conosciuti dello Sri Lanka. Suranga le ha mostrato Mannar e il baobab più grande del paese, e insieme hanno visitato il parco nazionale di Wilpattu all’alba, per osservare gli uccelli e scoprire nuove avventure.
Lydia riconosce come l’umorismo e la conoscenza di Suranga la ispirino ogni giorno. Ironizza sul fatto che ora conosce più persone nel paese per via del lavoro che la porta a viaggiare frequentemente. Riflessioni sul viaggio di gruppo la portano a confermare che, sebbene non sia il suo stile, fare un passo fuori dalla propria zona di comfort le ha aperto un’opportunità unica: incontrare Suranga, una persona che altrimenti non avrebbe mai conosciuto.
