Il 30 ottobre 2024, un incidente stradale ha coinvolto un automobilista che ha fatto cadere uno scooterista. Il 33enne alla guida dell’auto è stato sottoposto a un test antidroga da parte degli agenti della Polizia Municipale di Riccione, i quali hanno notato che l’uomo appariva particolarmente agitato. Le analisi hanno rivelato la presenza di cannabinoidi, portando al ritiro della patente e alla denuncia per guida sotto l’effetto di stupefacenti. È seguito un procedimento giudiziario in cui il pubblico ministero ha richiesto una condanna per il 33enne, comprendente la revoca della patente, già sospesa dalla Prefettura, e una multa di 7.500 euro in sostituzione di sei mesi di carcere.
Durante il dibattimento, i legali del motorista hanno contestato l’applicazione della Legge 177 del 25 novembre 2024, che ha introdotto sanzioni severe per la guida sotto influsso di alcol e droghe. Hanno anche sollevato quesiti circa la retroattività delle nuove norme, poiché il sinistro era avvenuto prima della loro entrata in vigore. Hanno inoltre argomentato che la presenza di sostanze stupefacenti nel corpo può rimanere per mesi, ma ciò non implica necessariamente uno stato di alterazione al momento della guida. Prima della Legge 177, la giurisprudenza aveva stabilito che tracce di droghe nei fluidi biologici non costituiscono prova sufficiente per l’accertamento del reato di guida sotto l’effetto di sostanze. Il giudice ha quindi accolto le argomentazioni della difesa, prosciogliendo il 33enne dalle accuse.
