Il governo spagnolo in crisi sulla questione abitativa, Sánchez prende in considerazione elezioni anticipate.

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Fiato sospeso in Spagna. Dopo la clamorosa bocciatura in Parlamento dei due decreti-legge sulla casa, il premier ha annunciato che deciderà nel fine settimana se indire elezioni anticipate. La prima data utile sarebbe il 29 novembre.

Dopo il caso dell’87enne Maricarmen Abascal, sfrattata la scorsa settimana, il premier socialista ha dovuto affrontare una crescente ondata di indignazione popolare. In questo contesto, ha presentato alle Cortes i decreti, frutto di un’intensa trattativa con il partner di coalizione, la sinistra radicale Sumar, pur sapendo che non avrebbe ottenuto i voti necessari per l’approvazione. Il voto contrario di Junts, il partito catalano di centrodestra, è stato determinante, in quanto il partito ha affermato che i decreti non garantivano adeguata tutela ai piccoli proprietari.

Il rifiuto di Junts ha frantumato la già fragile maggioranza parlamentare del governo socialisti, aumentando la pressione su Sánchez per riconsiderare le elezioni anticipate. Nel frattempo, la mobilitazione di protesta, denominata «acampada», continua in numerose piazze del paese. Migliaia di manifestanti sono ancora accampati alla Puerta del Sol di Madrid, con organizzazioni di inquiline che hanno pianificato proteste in almeno 23 città.

Sánchez ha difeso l’importanza dei decreti, affermando che non c’era nulla di estremista nelle loro misure. Ha lanciato un appello ai deputati affinché considerassero le famiglie in difficoltà a causa dell’aumento degli affitti, esortandoli ad agire con coraggio e pensando al bene del popolo.

Il governo sostiene che i decreti avrebbero bloccato le speculazioni immobiliari e gli sfratti di persone vulnerabili, proponendo misure radicali come il rinnovo automatico degli affitti e l’obbligo di indennizzo agli inquilini in caso di cessazione del contratto.

Sánchez ha ricevuto il supporto di quasi tutti i partiti della sua maggioranza, ad eccezione di Junts. Con una svolta significativa, il Tribunale costituzionale si pronuncerà sull’amnistia per reati commessi durante il processo indipendentista catalano, il che potrebbe influenzare il ritorno di Puigdemont in Spagna.

La ministra per l’Edilizia abitativa ha accusato il principale partito di opposizione di non aver affrontato l’emergenza abitativa. I suoi funzionari hanno affermato che i decreti non risolvono il problema, che richiede la costruzione di nuove abitazioni. Al termine della votazione, il leader del partito di opposizione ha rinnovato la richiesta di elezioni anticipate, mentre il premier ha chiesto tempo per riflettere sugli eventi, lasciando aperte tutte le possibilità per il futuro politico del paese.

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