Torna per il terzo anno consecutivo l’iniziativa “Biscotti senza frontiere”, promossa a sostegno del Fondo Emergenze, uno strumento fondamentale per garantire l’autonomia e la rapidità di intervento di un’organizzazione umanitaria in contesti di guerra, epidemie e disastri naturali.
Nel weekend del 24 e 25 ottobre, volontari saranno presenti nelle principali piazze della Romagna per offrire scatole di biscotti in edizione limitata. Gli appuntamenti si svolgeranno a Forlì in piazza Saffi, a Cesena in piazza del Popolo, a Ravenna in piazza Einaudi e a Rimini in piazza Cavour.
Le scatole di biscotti presentano un’illustrazione che racconta il lavoro quotidiano in oltre 70 paesi. Una scatola ritrae un fuoristrada impegnato nel trasporto di aiuti umanitari, mentre l’altra mostra gli strumenti simbolici dell’assistenza sanitaria, come ambulanze, stetoscopi e kit di primo soccorso.
Quest’anno l’attenzione è focalizzata sulla salute mentale. All’interno delle confezioni, un codice QR consentirà di scaricare la brochure “Anche questa è cura”, una guida pratica per fornire strumenti e riflessioni utili nell’affrontare le sfide quotidiane.
La direttrice della raccolta fondi sottolinea l’importanza del Fondo Emergenze, che consente di attivare rapidamente interventi umanitari, come il primo aereo con ospedali gonfiabili e medicinali. Ogni scatola di biscotti rappresenta un contributo verso le prossime missioni di cura e assistenza medica.
Con una donazione minima di 15 euro, sarà possibile ricevere una scatola di biscotti, disponibili nei gusti classico e frutta. Questa donazione equivalerà all’acquisto di 30 bustine di cibo terapeutico per bambini malnutriti. Il 100% dei fondi raccolti proviene da donazioni private, garantendo così indipendenza e reattività nelle emergenze internazionali.
Oltre un terzo dei progetti dell’organizzazione si svolge in contesti di guerra e conflitto, come a Gaza, dove le équipe mediche hanno effettuato oltre 900mila visite e assistito più di 13mila parti nel 2025. L’organizzazione è attiva anche in situazioni di gravi emergenze sanitarie, come nella Repubblica Democratica del Congo, attualmente colpita da un nuovo focolaio di Ebola.
Il vice presidente dell’organizzazione, di recente rientrato dalla missione in Repubblica Democratica del Congo, evidenzia che Ebola rappresenta un incubo per chi è malato. L’organizzazione è impegnata a curare, proteggere, formare e assistere, contribuendo così a contenere l’epidemia.