Evangelisti (FdI) chiede maggiore chiarezza sulla percentuale stimata degli errori nella sanità e nel recupero crediti dell’Ausl

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Di Matteo

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Marta Evangelisti, esponente di Fratelli d’Italia, ha sollevato dubbi sulla campagna di riscossione coattiva e recupero crediti avviata dall’Ausl Romagna. Ha richiesto chiarimenti alla Giunta riguardo alla percentuale di avvisi inviati per errore, dovuta a disallineamenti nelle banche dati digitali, in relazione a prestazioni specialistiche farmaceutiche e ambulatoriali considerate non saldate dagli utenti.

Evangelisti ha sottolineato che la maggior parte delle contestazioni riguarda presunti problemi con le autocertificazioni presentate dai cittadini per ottenere l’esenzione dal pagamento del ticket sanitario, legata a motivi di reddito e disoccupazione. Ha evidenziato come tale situazione non sia nuova e abbia generato un clima di allerta ingiustificato, causando ansia e preoccupazione, specialmente tra le fasce più vulnerabili della popolazione, come anziani, malati cronici e famiglie in difficoltà economica.

In aggiunta, la consigliera ha criticato il termine di 30 giorni imposto per saldare il dovuto tramite il modulo PagoPA allegato alla raccomandata, o per presentare memorie difensive e documentazione aggiuntiva, ritenendolo insufficiente e lesivo dei diritti del contribuente. Per tali motivi, ha chiesto all’esecutivo di impartire direttive urgenti per l’introduzione di meccanismi rapidi di annullamento in autotutela delle cartelle errate, riducendo le complicazioni burocratiche per i cittadini che presentano la documentazione necessaria o risultano già in regola.

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