Cgil e Flc Cgil di Rimini difendono la scuola Ferrari di Borgo Marina, respingendo le critiche che la definiscono “un fallimento dell’integrazione” a causa dell’elevata presenza di alunni stranieri. In un comunicato firmato dalle segretarie generali Francesca Lilla Parco e Marcella D’Angelo, le sindacaliste si esprimono chiaramente nel dibattito nazionale sulla composizione delle classi italiane.
Marcella D’Angelo sottolinea l’importanza di non etichettare la Ferrari come un’istituzione “fallita”. La critica basata sul numero di alunni stranieri è considerata inaccettabile. D’Angelo afferma che è fondamentale contestualizzare e interpretare correttamente i dati, invece di utilizzarli per alimentare una narrazione allarmistica. Aggiunge che, anche in una scuola con una significativa presenza di studenti di origine straniera, non sono questi ultimi a rappresentare un problema.
Le sindacaliste avvertono che definire la scuola Ferrari in questi termini può avere conseguenze negative, come screditare l’istituto stesso e spaventare le famiglie, portandole a distaccarsene. Sottolineano che descrivere un quartiere attraverso l’origine dei suoi abitanti trasmette un messaggio pericoloso, suggerendo che una scuola diventa meno appetibile con l’aumento degli alunni stranieri.
Cgil e Flc Cgil invitano a spostare il dibattito verso questioni più rilevanti come l’offerta formativa, gli investimenti, la dotazione di personale, gli spazi, i servizi e le politiche locale e statale, ponendo attenzione anche alle condizioni lavorative di insegnanti e personale ATA.
Il comunicato richiama anche le parole del presidente della Repubblica, che ha recentemente sottolineato l’importanza della scuola come luogo di integrazione e coesione sociale. Le organizzazioni sindacali riconoscono che la conoscenza della lingua italiana è fondamentale per l’inclusione, ma evidenziano che la soluzione non è limitare la presenza di alunni stranieri, bensì investire in risorse e professionalità adeguate. Concludono affermando che non esistono bambini la cui provenienza possa compromettere la qualità di una scuola.