Il maestro con la polizia sotto casa: si arriva a denunciare Bach?

Matteo
Di Matteo

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Dove andrà a finire il mondo se iniziamo a spegnere anche la musica? Se un violino diventa un problema di ordine pubblico, se i capolavori di Bach e Paganini affermano la loro presenza e qualcuno, invece di fermarsi ad ascoltare, chiama le autorità, è il caso di riflettere su quale idea di città e convivenza stiamo alimentando. Questa esperienza inedita è toccata a Daniele Brancaleoni, violinista di lunga carriera, musicologo e docente di Conservatorio, che ha suonato nei più prestigiosi teatri d’opera del mondo.

L’episodio è avvenuto a Rimini, lunedì 24 agosto, alle otto del mattino. Brancaleoni si trovava in casa con la finestra aperta e, avvertito il calore estivo che prometteva oltre 30 gradi, ha preso il violino per suonare, una pratica che fa quotidianamente. Ma, guardando fuori, ha visto una pattuglia della Polizia locale.

Non si era verificato alcun incidente né una lite; gli agenti erano stati chiamati perché qualcuno aveva segnalato il suono proveniente dalla sua abitazione e avevano chiesto di chiudere le finestre per evitare disturbo alla quiete. La situazione appariva surreale: un maestro con quarant’anni di carriera si ritrovava nei panni di un vicino considerato rumoroso.

Brancaleoni ha commentato di non aver mai affrontato una situazione simile: “Ho suonato nei teatri più prestigiosi e mai mi era capitato di trovarmi di fronte ai vigili urbani. I miei vicini mi hanno sempre ascoltato senza problemi”. Se qualcuno avesse chiesto di interrompere, sostiene, avrebbe acconsentito, evidenziando la sua disponibilità a rispettare le esigenze altrui. Non rivendica un privilegio artistico, ma è colpito dall’assurdità della situazione. E ha anche aggiunto con ironia che, se la musica di Paganini o Bach non piace, è legittimo pensarlo.

Brancaleoni solleva un’ulteriore questione: parliamo di inquinamento acustico e di quiete pubblica. Nella sua zona, il violino non è l’unico suono di rilievo; ci sono ciclomotori, autobus, e soprattutto moto, che creano rumore ben più forte di quanto un violino possa generare. Descrive una realtà in cui i mezzi si muovono a grande velocità, producendo un rimbombo quasi simile a quello di un tunnel. Dunque, si pone la domanda: perché il violinista è stato segnalato e non il rumore dei motori?

Brancaleoni evidenzia anche la sua professione. “Il mondo va al lavoro e io, come tutti, faccio il mio con il mio strumento”. Spesso ci dimentichiamo del lavoro che precede l’esibizione di un musicista, delle scale e degli esercizi ripetuti. Non basta il talento, serve anche dedizione, e questo è ciò che Brancaleoni incarna.

Nato nel 1965 a Forlì, Brancaleoni ha studiato al Conservatorio Martini di Bologna e si è specializzato a Fiesole nel repertorio orchestrale e operistico. Ha lavorato come violinista d’orchestra fino al 2006, per poi dedicarsi all’insegnamento nei Conservatori di Sassari, Udine e Pesaro, senza interrompere l’attività concertistica. Ha proseguito la sua formazione conseguendo un diploma di secondo livello e laurea magistrale, e collabora con riviste di arte e musicologia.

Il diritto alla quiete è essenziale e comprendere le regole di convivenza è fondamentale. Tuttavia, si tratta anche di riflettere su cosa accade quando la musica viene vista esclusivamente come un rumore da eliminare. Le nostre città sono in realtà molto rumorose, eppure ci siamo abituati a vivere in una colonna sonora artificiale continua. Ma il suono di un violino, a differenza di altri rumori, ci chiama ad ascoltare.

Brancaleoni conclude l’aneddoto con un sorriso, suggerendo di chiudere le finestre per evitar multe. Sebbene non sia stata emessa alcuna contravvenzione, l’immagine rimane indelebile: un maestro di violino che suona in una calda mattina d’agosto, con una pattuglia della Polizia sotto casa. Ma l’aneddoto solleva una questione chiave: dove andrà il mondo se spegnamo la musica? Le finestre possono chiudersi, ma il suono del violino deve continuare a risuonare.

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