Inizio del processo per il nonno di Manuel, accusato di stalking nei confronti dei familiari della madre suicidatasi con il bambino in braccio

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Il gup del Tribunale di Rimini ha disposto il rinvio a giudizio per il nonno paterno di Manuel Ugolini, un bambino di sei anni, deceduto tragicamente il 5 luglio 2024 tra le braccia della madre Graziana Helga Todaro. La donna ha compiuto un gesto estremo gettandosi con il figlio dal tetto di un condominio in via delle Piante. Il 75enne era stato iscritto nel registro degli indagati a maggio con l’accusa di atti persecutori e lesioni personali aggravate.

Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dal sostituto procuratore, hanno rivelato che l’uomo avrebbe iniziato a perseguitare il padre, la madre e il fratello della Todaro, rivolgendosi a loro con una serie di molestie, minacce e ingiurie, accusandoli di essere responsabili della morte del nipote e del gesto della madre.

Durante l’inchiesta sono emerse registrazioni audio e testimonianze delle vittime, assistite da un legale. Le condotte contestate si sarebbero verificate al cimitero di Rimini, davanti alle tombe di Graziana e Manuel, con insulti, minacce e danneggiamenti degli ornamenti funerari. In un’occasione, l’imputato avrebbe aggredito fisicamente un familiare, causando lesioni. Il processo nei confronti del 75enne avrà inizio il 17 febbraio davanti al giudice monocratico.

Dalla ricostruzione degli eventi, il gesto della madre potrebbe essere stato scatenato dalla fine della relazione con il marito e padre del bambino, un fatto che avrebbe influito sulla sua depressione. Graziana si era anche rivolta a un avvocato per ricevere supporto nella gestione delle pratiche per l’eventuale affidamento del piccolo. Quella mattina, come già accaduto nei giorni precedenti, la donna si era recata in via delle Piante per affidare il figlio ai nonni materni, che lo avrebbero poi portato al centro estivo mentre lei si recava al lavoro in una profumeria.

Tuttavia, poco dopo le 8, invece di fermarsi nell’appartamento dei genitori, Graziana ha preso l’ascensore fino all’ultimo piano della palazzina e, attraverso una scala, ha raggiunto il lastrico solare del quinto piano.

Una volta arrivata sul bordo del tetto, con il piccolo Manuel tra le braccia, si è lanciata nel vuoto, precipitando per diverse decine di metri. I residenti della zona hanno riferito di aver sentito un urlo seguito da un forte boato. Quando sono accorsi per cercare di capire cosa fosse successo, hanno trovato i corpi di madre e figlio, gravemente feriti. Nonostante l’intervento dei soccorritori, per entrambi non c’era più nulla da fare e il medico ne ha dichiarato il decesso. Gli inquirenti hanno subito ritenuto che si fosse trattato di un gesto volontario, non di un incidente, avendo trovato nella borsa di Graziana due biglietti in cui si scusava con tutti per l’atto che stava per compiere, insieme a farmaci per la depressione.

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