Dopo le recenti notizie, il ministro del Tesoro ha confermato l’invio di emissari in tutto il mondo per promuovere misure di isolamento economico nei confronti dell’Iran. Ha espresso soddisfazione per le restrizioni imposte su banche e compagnie aeree iraniane. Su una piattaforma di social media, ha dichiarato che squadre sono state mandate per discutere con vari Paesi della necessità di adottare queste misure contro il regime iraniano.
Il Segretario al Tesoro ha evidenziato la sospensione dei voli della compagnia aerea privata Mahan Air da Turchia e Oman, oltre al divieto di voli delle compagnie iraniane imposto dagli Emirati Arabi Uniti. Abu Dhabi ha annunciato questa decisione per conformarsi alle nuove sanzioni. Inoltre, è stato segnalato il divieto della banca centrale degli Emirati alle filiali della banca statale Melli di effettuare transazioni con l’Iran, accusandole di violazioni riguardanti il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
Un tour di due settimane in Medio Oriente e in Europa è stato condotto dal sottosegretario al Tesoro, portando un messaggio chiaro: le relazioni commerciali devono scegliere tra fare affari con l’Iran o con gli Stati Uniti. Nel frattempo, il Tesoro ha intrattenuto colloqui con oltre cinquanta nazioni. All’inizio della scorsa settimana, il ministro ha dichiarato che tutte le compagnie aeree iraniane sarebbero state messe fuori servizio a partire dal 23 settembre.
Tuttavia, il blocco finanziario non appare completamente solido. Di recente, è emerso che un flusso di denaro dall’Iran continua a transitare, anche attraverso banche americane che operano con entità estere correlate a Teheran. Solo nel 2024, circa 9 miliardi di dollari sono stati trasferiti in questo modo. Non è chiaro quanto questa cifra sia cambiata, ma vi è il sospetto che i canali per aggirare le sanzioni siano ancora attivi.
Il ministro ha ribadito che Washington sta operando per ridurre ulteriormente i flussi finanziari. L’isolamento economico è diventato lo strumento principale degli Stati Uniti, intenzionati a evitare un maggiore coinvolgimento nella crisi del Golfo. Le ultime proposte di Teheran sono state respinte, con l’idea che il conflitto possa concludersi dopo le elezioni di medio termine negli Stati Uniti, previste per novembre. L’obiettivo è dichiarare l’Iran ufficialmente sconfitto prima del voto, massimizzando così il successo politico e cercando di evitare una sconfitta, che appare sempre più probabile secondo i sondaggi.