Il percorso di guarigione da un cancro o da un intervento chirurgico significativo va oltre la sala operatoria. La riabilitazione, il supporto psicologico e l’attività fisica in ambienti adeguati sono ora considerati elementi fondamentali della medicina moderna, capaci di migliorare sia la speranza che la qualità della vita dei pazienti.
Si inserisce in questo contesto l’iniziativa “Spazi di Salute”, un progetto transfrontaliero lanciato dai Rotary Club della provincia di Rimini e della Repubblica di San Marino, coordinato dal Rotary Club Rimini – Distretto 2072, in sinergia con l’associazione Oltre la Ricerca ODV, Ausl Romagna e l’Istituto per la Sicurezza Sociale di San Marino.
I dati della zona mostrano chiaramente il bisogno di assistenza: nel 2025, le strutture ospedaliere riminensi hanno trattato circa 1.300 pazienti oncologici tramite interventi chirurgici. Per rispondere a questa necessità, il progetto mira a superare le barriere amministrative e integrare l’esercizio fisico come una terapia di supporto scientificamente validata.
Il programma, che si attiverà tra luglio e giugno 2027, si articola su tre direttrici principali:
-
Formazione e cultura: eventi divulgativi per la comunità e incontri accademici per i professionisti sanitari, tra cui il seminario “Meet the Professor” del 24 settembre e un grande evento pubblico fissato per il 21 novembre.
-
Umanizzazione degli ambienti: un intervento di ristrutturazione delle palestre e delle sale riabilitative per creare spazi più accoglienti e funzionali, rispondendo ai bisogni fisici ed emotivi delle persone.
-
Tecnologia e attrezzature: acquisto di strumenti all’avanguardia per le unità di Medicina Riabilitativa di sei centri (Rimini, Riccione, Santarcangelo, Novafeltria, Cattolica e San Marino), con un investimento del Rotary di circa 30.000 euro.
L’iniziativa amplia su larga scala i risultati positivi già ottenuti dal progetto FisioPAN, dedicato ai pazienti con tumore al pancreas. Rappresentanti delle istituzioni e della sanità locale sottolineano che l’obiettivo finale non consiste nell’offrire semplici prestazioni mediche, ma nel costruire un modello integrato in cui medicina di precisione, associazionismo e comunità collaborino per mettere la salute della persona al centro.
