Scandalo calcioscommesse: gli scommettitori assolti e restituiti 300mila euro di vincite

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Una partita di calcio della Serie B greca, disputata il 17 febbraio 2019 tra Apollon Larissa e Aiginiakos Fc, è stata al centro di un’inchiesta per presunti illeciti. Un gruppo di scommettitori, che aveva puntato su un risultato improbabile quotato 27 a 1, ha vinto oltre 300mila euro. Sebbene risulti chiaro che la partita fosse truccata, non è stato dimostrato in Tribunale che gli scommettitori fossero a conoscenza della frode, portando a un’assoluzione dalle accuse di frode sportiva e truffa aggravata.

La situazione ha destato sospetti quando, la notte prima della partita, due aziende che gestiscono le scommesse hanno registrato un numero insolito di giocate. In particolare, 240 scommesse vincenti provenienti da sale giochi tra Rimini e Riccione e da altre sette a Napoli indicavano esattamente il risultato finale, attivando un campanello d’allarme.

Alla fine del match, terminato con un risultato inaspettato di 3-2 dopo un primo tempo chiuso sul 0-2, gli scommettitori hanno realizzato ingenti guadagni. Le società di scommesse, dopo aver osservato l’anomala attività di puntata, hanno bloccato i pagamenti e si sono rivolte a un legale per approfondire la vicenda. Quest’ultimo ha raccolto dati utili e presentato una querela.

L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza con la collaborazione dei Monopoli di Stato e della Figc, ha portato all’acquisizione delle registrazioni video delle sale scommesse, identificando i scommettitori abituali. Nei giorni seguenti, molti di loro si sono presentati per riscuotere le vincite, talvolta accompagnati da avvocati.

Al termine delle indagini, quattro scommettitori, residenti tra Rimini e Riccione, sono stati rinviati a giudizio. Tra di loro un uomo di 39 anni, un albanese di 70 anni, un 44enne e un riminese di 58 anni. Il pubblico ministero ha chiesto pene fino a 2 anni e 9 mesi, ma il giudice ha assolto gli imputati “perché il fatto non sussiste”, ordinando la restituzione dei 314.000 euro sequestrati e respingendo le richieste di risarcimento danni per ulteriori 110.000 euro da parte delle agenzie di scommesse coinvolte.

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