Continua a deteriorarsi la situazione degli infortuni sul lavoro in Emilia-Romagna. A rivelarlo sono i dati sull’andamento della salute e sicurezza lavorativa, che analizzano il periodo compreso tra gennaio e giugno 2026.
Nei primi sei mesi del 2026, la regione ha registrato 37 decessi legati a incidenti sul lavoro, con un calo del 9,8% rispetto ai 41 casi dello stesso periodo dell’anno precedente. Gli infortuni denunciati ammontano a 41.056, segnando un incremento del 7,3% rispetto al primo semestre 2025, con una maggiore incidenza tra i lavoratori di età compresa tra 41 e 65 anni, che rappresentano il 45,2% del totale.
La provincia di Rimini ha visto un incremento significativo, con 2.768 infortuni denunciati e un aumento del 13% rispetto all’anno precedente. In questo territorio si è verificato anche un infortunio mortale, assente nei primi sei mesi del 2025. La fascia d’età più colpita è quella tra 41 e 65 anni, coprendo il 48,9% delle denunce, seguita dalla fascia 15-40 anni con il 38,3%. Inoltre, si registra un incremento degli infortuni tra i giovani di età compresa tra 1 e 14 anni, passando da 242 a 287 casi.
Analizzando i settori produttivi, nell’area riminese la sanità e l’assistenza sociale rappresentano il 12,9% degli infortuni, seguite dal settore della ristorazione e servizi di alloggio (10,7%) e dal commercio, che include la riparazione di autoveicoli (8,3%). Le costruzioni si attestano all’8,1%.
Le denunce di malattie professionali sono anch’esse in aumento: al 30 giugno 2026, sono state registrate 344 segnalazioni, corrispondenti a un incremento del 18,2% rispetto all’anno precedente. Di queste, il 34,9% riguarda lavoratrici, un numero maggiore rispetto agli 89 casi dei primi sei mesi del 2025. Le patologie più comuni sono legate al sistema osteomuscolare, rappresentando il 69,5% delle denunce, mentre le malattie del sistema nervoso sono cresciute dal 7,6% al 14,5%.
A livello regionale, i 37 decessi per infortuni sul lavoro nel primo semestre 2026 mostrano un miglioramento rispetto al passato, con una diminuzione del 9,8%. Gli infortuni denunciati, con 41.056 casi, segnano un incremento del 7,3%. La fascia di età maggiormente colpita è ancora quella tra i 41 e i 65 anni, coprendo il 45,2% degli eventi.
I settori più colpiti restano industria e servizi, con le costruzioni al 6,8%. I settori del commercio e riparazione autoveicoli, insieme ai trasporti e logistica, raggiungono un totale del 16,6%, mentre la sanità e assistenza sociale rappresenta il 9,8% degli infortuni denunciati. Un dato significativo è rappresentato dalle denunce per le quali non è stato possibile determinare il settore, pari al 26,4% del totale.
L’Osservatorio evidenzia anche l’importanza delle attività di tutela svolte dal patronato, in particolare per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori. Recentemente, il Tribunale di Rimini ha accolto il ricorso di un operaio metalmeccanico che aveva richiesto il riconoscimento di cinque patologie professionali all’ente preposto.
Il lavoratore aveva sviluppato gravi problemi agli arti superiori, incluse tendinopatie, epicondiliti e sindrome del tunnel carpale, oltre a patologie alla schiena e ipoacusia per esposizione a rumore. Dopo un iniziale rigetto delle domande, grazie all’assistenza del patronato e dei legali, è stato riconosciuto un indennizzo mensile di 737 euro e arretrati superiori a 40.000 euro.
