La proprietà del Mojito di Riccione critica apertamente l’ordinanza emessa dal comune, che impone la chiusura del locale alle 23 a causa dell’organizzazione di feste ritenute abusive. L’attività ha subito una sospensione della licenza di sette giorni e, tramite il suo avvocato, definisce il provvedimento firmato dalla sindaca Daniela Angelini come “illegittimo e discriminatorio”, sostenendo che sia stato adottato sulla base di presupposti errati. La limitazione dell’orario dell’attività, che rimarrà aperta solo dalle 7.30 alle 23 fino al 30 agosto, è stata decisa dopo un esposto presentato dal Silb, sindacato delle discoteche, riguardo a una festa “abusiva” prevista per il 21 agosto.
Secondo il comune e il Silb, il Mojito avrebbe pianificato una ripetizione del “White party” del 25 luglio, che ha visto la partecipazione di oltre mille persone e l’ingresso regolato a pagamento, senza le necessarie autorizzazioni. Questa festa aveva già portato a un precedente stop per il locale. I gestori del Mojito, tuttavia, definiscono tali affermazioni come false, sottolineando di aver chiesto l’accesso agli atti per dimostrare che il locale sarebbe rimasto chiuso la sera del 21 agosto. Sostengono inoltre che il loro esercizio rispetta le normatives regionali, e mettono in evidenza come altri locali della zona operino con frequenze simili, differendo solo per gli orari.
I gestori ricordano anche che altri esercizi hanno visto episodi di cronaca che hanno richiesto l’intervento delle Forze dell’ordine, situazione mai verificatasi al Mojito, e hanno pubblicizzato eventi danzanti non autorizzati. Per questo motivo hanno chiesto alla sindaca di chiarire se altri locali abbiano ricevuto sanzioni simili a quelle adottate nei confronti del Mojito, evidenziando che il problema non risiede nell’orario di attività, ma nel tipo di eventi organizzati. La decisione di limitare l’attività di ristorazione fino alle 23, senza intervenire sulla diffusione musicale che potrebbe proseguire oltre, appare ulteriormente inadeguata, secondo i gestori.
