Risponde a un messaggio ingannevole e si ritrova il conto corrente svuotato

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


I risparmi di una vita sono svaniti in pochi minuti per una donna di 60 anni di Rimini, che ha sporto denuncia nella speranza, seppur remota, di rintracciare i responsabili e recuperare i propri soldi. La truffa ha fruttato ai criminali informatici ben 30mila euro, sottratti dal suo conto corrente dopo che si erano spacciati per funzionari bancari.

Il tutto è cominciato giovedì con l’invio di un SMS da parte di un mittente che si presentava come una nota società di pagamenti digitali. Nel messaggio si informava di un pagamento di diverse centinaia di euro effettuato tramite bancomat, con l’avviso che, se non fosse stata lei ad autorizzarlo, doveva contattare un numero di telefono per bloccare l’operazione.

Si tratta di smishing, una truffa concepita per sfruttare la reazione emotiva immediata del destinatario. Il messaggio fa riferimento a un’operazione “in corso” o “già autorizzata” e suggerisce che l’unico modo per fermarla sia contattare rapidamente il numero fornito. La donna, seguendo queste indicazioni, ha contattato i truffatori, pensando di proteggere il suo conto. All’altro capo, un falso addetto alla sicurezza bancaria l’ha rassicurata e ha iniziato a farle domande sul suo conto corrente, facendole rivelare i codici di sicurezza. Una volta ottenuti, il truffatore ha acceduto all’home banking e ha svuotato il saldo. Senza più soldi sul conto, la donna è corsa dai carabinieri per presentare denuncia.

È importante sottolineare che le aziende di pagamenti elettronici non inviano mai SMS per chiedere di contattare numeri esterni o per gestire blocchi e verifiche di sicurezza. Le comunicazioni autentiche si limitano a informazioni dirette e rimandano sempre a canali ufficiali, come l’app o l’area clienti. La miglior difesa consiste nel non reagire impulsivamente: un SMS non è mai il modo corretto per affrontare problematiche relative ai pagamenti. Inoltre, tutti i numeri di telefono per verificare un addebito o bloccare una carta sono già indicati sulla carta stessa e non tramite messaggi di testo.

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