Rete onco-ematologica, l’assessore: “L’Infermi rimane un presidio efficace, serve chiarezza sulla riorganizzazione”

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Il confronto svoltosi all’ospedale Infermi ha offerto all’assessore comunale Kristian Gianfreda l’opportunità di sottolineare l’importanza dei professionisti sanitari di Rimini e la necessità di continuare il dialogo sulla riorganizzazione della rete onco-ematologica romagnola, oltre al futuro dell’assistenza territoriale. La riflessione ha incluso i cambiamenti sociali in atto, come l’invecchiamento della popolazione e l’incremento delle patologie croniche, che, secondo Gianfreda, richiedono modelli di cura sempre più integrati.

Durante l’incontro, durato oltre due ore, i professionisti del settore hanno dimostrato un forte impegno nel migliorare il modello sanitario, evitando le lamentele e mostrando il desiderio di contribuire al rafforzamento del presidio ospedaliero. L’assessore ha evidenziato la determinazione e lo spirito propositivo dei professionisti, considerati una risorsa preziosa da tutelare e valorizzare.

L’assessore ha anche messo in evidenza che l’incontro ha chiarito alcuni temi cruciali, tra cui la riorganizzazione della rete onco-ematologica. Il presidente ha promesso di tornare a Rimini per approfondire aspetti della riforma già discussi nella Conferenza territoriale sociale e sanitaria. Tale impegno coinvolgerà il territorio in un percorso strategico per potenziare i servizi sanitari e le attività di ricerca. È fondamentale mantenere un costante canale informativo con i professionisti sanitari per gestire efficacemente questa riorganizzazione.

In tema di salute territoriale, il distretto sanitario e l’amministrazione stanno svolgendo un lavoro significativo per sostenere la rete ospedaliera e gli operatori, considerando le problematiche emerse dai cambiamenti demografici e dall’aumento delle malattie croniche. Questi nuovi bisogni richiedono un modello di assistenza e cura sempre più integrato, realizzabile solo attraverso una continua collaborazione con l’Università e la Regione.

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