Chiusura del pub storico: la proprietà esprime amarezza per la fine del Red Devil, simbolo di legalità in una zona difficile.

Matteo
Di Matteo
2 minuti di lettura


Dopo la sospensione della licenza per dieci giorni del Red Devil di Rivazzurra, arriva la replica del titolare Marco Paolini attraverso il suo legale. L’attività contesta il provvedimento, sostenendo che gli episodi citati dalla Questura si sarebbero verificati all’esterno del locale e che i responsabili non fossero clienti. La difesa sottolinea anche l’importanza economica dell’attività, specialmente in piena stagione estiva.

L’avvocato difensore, insieme all’avvocata Sara Borghesi, ha dichiarato che il Red Devil è un luogo iconico della città dal 1980, inizialmente frequentato da turisti scandinavi e poi da una clientela più diversificata, diventando un punto di riferimento per motociclisti europei.

Paolini esprime grande dispiacere per il provvedimento di sospensione immediata della licenza, motivato da episodi di allarme sociale avvenuti nel corso di oltre un anno. Questi eventi, tra cui accensione di fuochi artificiali, aggressioni e un furto, si sarebbero sempre svolti all’esterno del locale, sulla pubblica strada, e i responsabili non erano avventori del Red Devil.

Il legale contesta anche la critica relativa alla mancata adesione al Protocollo Piantedosi, notando che a Rimini ha avuto scarse adesioni. Ricorda che il Red Devil non si trova nel centro di Marina Centro o nel Borgo San Giuliano, ma in un’area di Rivazzurra caratterizzata da situazioni problematiche. Paolini denuncia la presenza notturna di individui con comportamenti poco rispettosi, suggerendo che l’attenzione per la sicurezza dovrebbe concentrarsi su queste problematiche, piuttosto che sul Red Devil, che continua a rappresentare un simbolo di legalità.

Infine, si ritiene eccessivo applicare una sanzione di tale durata proprio in questo periodo, senza considerare le necessità di dipendenti, fornitori e agenzie turistiche. La chiusura avrà ricadute economiche significative per l’attività.

Condividi questo articolo