Controlli stradali oltre le righe e accuse di abusi contro gli agenti municipali

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Oltre due anni di indagini condotte dalla Guardia di Finanza, su incarico della Procura di Rimini, hanno portato alla luce presunti comportamenti scorretti da parte di otto agenti della Polizia Municipale. Questi sono attualmente indagati per falsità ideologica, violenza privata, calunnia e lesioni. L’inchiesta è stata avviata nel maggio del 2024, in seguito a un controllo stradale in cui un automobilista ha denunciato irregolarità da parte degli agenti, ritenendo il loro operato non conforme alla legge.

Le investigazioni hanno rivelato un modus operandi inadeguato, con numerosi episodi simili documentati nel fascicolo contro gli agenti. Tra le violazioni segnalate, vi è il fermo di cittadini in abiti civili senza alcuna identificazione, richiedendo loro di sottoporsi a test alcolemici senza giustificato motivo, oppure costringendoli a effettuare il test in stato di ammanettamento dopo essere stati inseguiti e minacciati. È stato inoltre rilevato che le annotazioni di servizio contenevano accuse di resistenza a pubblico ufficiale mai verificatesi.

In un caso specifico, gli agenti avrebbero falsamente affermato che un cittadino a bordo di una bicicletta elettrica fosse andato a sbattere contro un autobus, mentre in realtà era stato fermato, picchiato e maltrattato. In quasi tutti i casi segnalati, gli agenti operavano in borghese e senza presentarsi come pubblici ufficiali.

Mercoledì mattina, i militari della Guardia di Finanza hanno perquisito le abitazioni degli agenti coinvolti per evitare la dispersione di prove. Questo provvedimento è stato adottato in seguito alla loro notifica di interrogatorio preventivo davanti al gip di Rimini, rispetto alla richiesta della Procura di sospensione dall’esercizio di ogni pubblico ufficio e conseguente interdizione temporanea.

Sono stati sequestrati cellulari, computer e altri dispositivi elettronici. È importante notare che non tutti gli agenti sono indagati per tutte le ipotesi di reato e dovranno comparire davanti al gip il 16 ottobre per essere interrogati.

Questa indagine rappresenta il secondo scandalo che colpisce la Polizia Municipale di Rimini negli ultimi dieci anni. Tra il 2015 e il 2018, infatti, otto agenti dell’ex Nucleo Ambientale erano stati indagati per reati che andavano dall’abuso d’ufficio a perquisizioni arbitrarie. Quel procedimento aveva portato a condanne in primo grado con pene variabili tra i 2 anni e 6 mesi e i 6 anni e 5 mesi.

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