L’aeronautica militare giordana ha effettuato raid aerei nel sud della Siria, causando la morte di almeno otto civili, tra cui tre minori. Questo attacco aereo rappresenta una risposta ufficiale di Amman a un recente attentato jihadista che ha colpito una chiesa greco-ortodossa a Karak, in cui sono decedute nove persone. In seguito a questi eventi, Damasco ha chiuso le frontiere. Nella capitale iraniana, Teheran, sono iniziati colloqui che coinvolgono Iran, Arabia Saudita, Turchia e Pakistan, focalizzati sulla cooperazione regionale e sulle tensioni tra Stati Uniti e Israele.
In Israele, il leader del partito Yisrael Beytenu, Avigdor Liberman, ha annunciato di aver indirizzato una lettera alla procuratrice generale israeli chiedendo di avviare un’indagine penale per “tradimento” contro il primo ministro Benjamin Netanyahu, a fronte di notizie sulla possibile riapertura delle ostilità con l’Iran.
La campagna elettorale in Israele si fa sempre più intensa in vista delle votazioni per il nuovo Parlamento, programmate per domani. Netanyahu ha evocato la “minaccia atomica” per sostenere che restano due anni per “portare a termine il lavoro con l’Iran”. Ha condiviso su X un’immagine di una bomba diretta verso Tel Aviv. Gadi Eizenkot, principale rivale di Netanyahu, lo ha accusato di fare uso di “tattiche di menzogne e allarmismo”. Il presidente Trump, dal canto suo, ha esortato gli israeliani a votare per Netanyahu, definendolo un “eccezionale guerriero”.