Diga di Ridracoli al 31%, scatta il piano di emergenza per garantire l’acqua nel Riminese

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


La diga di Ridracoli sta affrontando una situazione critica. A causa di un’estate con temperature elevate, un autunno poco piovoso e una forte domanda di risorse idriche, la capacità del bacino è scesa al 31%, corrispondente a circa 10,2 milioni di metri cubi d’acqua. Attualmente, il bacino si trova in fase di preallarme e, se non si registrano precipitazioni significative, potrebbe raggiungere la soglia di allarme entro dicembre. Le autorità regionali monitorano costantemente la situazione, sostenute anche dall’agenzia per l’ambiente, e aggiornano i modelli previsionali.

In collaborazione con Romagna Acque, l’ente regionale sta lavorando per conservare le risorse disponibili e garantire un approvvigionamento idrico continuo. Misure già adottate includono deroghe al deflusso minimo vitale in punti strategici del sistema. Il gestore dell’invaso ha avviato interventi per limitare l’utilizzo delle acque di Ridracoli, ricorrendo a fonti locali e aumentando il prelievo delle acque del Po tramite i potabilizzatori di Ravenna per sostenere non solo il Ravennate ma anche il Riminese. È essenziale coinvolgere i Comuni per promuovere un uso responsabile dell’acqua nelle prossime settimane.

Per discutere attivamente delle criticità e delle possibili azioni, l’assessora regionale all’Ambiente ha incontrato i sindaci dei Comuni coinvolti, insieme all’Autorità di Bacino del Fiume Po e al presidente di Romagna Acque. Si è sottolineata l’importanza di mantenere l’attenzione sulla situazione, poiché il sistema idrico regionale ha dimostrato resilienza anche durante l’estate afosa, garantendo approvvigionamenti stabili senza impatti sulle utenze. Questo risultato deriva da investimenti strategici, come il potenziamento dell’impianto di Palantone, e dalla cooperazione tra istituzioni e gestori.

È cruciale continuare a lavorare con determinazione per affrontare le potenziali criticità e salvaguardare le risorse disponibili. La collaborazione di amministratori e cittadini è fondamentale, poiché un uso attento dell’acqua può contribuire significativamente al benessere delle comunità e alla tutela dell’ambiente.

Le condizioni climatiche hanno visto cinque ondate di calore prolungate, con temperature tra le più elevate degli ultimi 65 anni e precipitazioni distribuite in maniera irregolare. L’estate 2026 ha visto luglio come il terzo mese più caldo dal 1961, culminando in temperature record il 28 agosto.

La disponibilità di risorse idriche ha risentito soprattutto di temperature elevate, dello scioglimento anticipato della neve e di una distribuzione irregolare delle piogge. Dopo un inverno particolarmente piovoso, la primavera ha registrato un drastico calo delle precipitazioni, con un -59% ad aprile e significative contrazioni nei mesi successivi, causando una diminuzione delle portate d’acqua e un incremento della domanda irrigua.

Nel distretto del Po, la severità della situazione idrica, inizialmente classificata come media, è aumentata a alta a fine luglio, per poi tornare a livello medio a metà settembre, situazione che perdura. Durante l’estate, il Po ha mantenuto portate molto basse, scendendo al di sotto della soglia critica di 450 metri cubi al secondo, con conseguenti rischi di intrusione salina. Anche i corsi d’acqua appenninici hanno evidenziato portate inferiori alle medie storiche.

Nonostante le sfide climatiche, il sistema regionale ha garantito un approvvigionamento idrico continuo durante l’estate, senza creare disagi agli utenti. Questo è stato possibile grazie all’interconnessione delle reti, alla diversificazione delle fonti e alla gestione efficiente delle riserve nei grandi invasi, sostenuta anche dalla costante monitorizzazione delle portate. Tra il 14 luglio e l’8 ottobre sono state rilasciate 83 deroghe al deflusso ecologico, di cui nove per usi potabili e le altre per esigenze irrigue, rispondendo così alle necessità di approvvigionamento in maniera rispettosa delle condizioni ambientali.

Condividi questo articolo