Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, insieme ad Alice Parma, vicepresidente del gruppo, ha sollecitato il governo a estendere le nuove agevolazioni fiscali sugli affitti a canone concordato anche alle aree interne, montane e ai territori colpiti da calamità naturali. Questa richiesta è stata avanzata il 4 novembre e rispecchia i contenuti di una risoluzione presentata dalla consigliera Parma, approvata dalla commissione Territorio dell’Assemblea legislativa il 28 ottobre.
Le misure in discussione sono parte della manovra di bilancio 2027, che prevede una riduzione della cedolare secca dal 10% al 5% per i nuovi contratti a canone concordato nel 2027, con una ulteriore riduzione all’1% per gli inquilini sotto i 36 anni. Tuttavia, il disegno di legge attuale prevede che tali agevolazioni si applichino solo ai comuni ad alta densità abitativa, escludendo molte località delle aree interne e montane.
Calvano e Parma hanno sottolineato che la riduzione della tassazione sugli affitti a canone concordato può ampliare l’offerta di abitazioni a prezzi accessibili. Tuttavia, affinché questa misura sia realmente efficace, è necessario estenderla anche nelle zone dove il mercato della locazione è più fragile, per evitare lo spopolamento e incentivare l’uso degli immobili sfitti.
I due esponenti richiedono quindi una revisione di questa impostazione. Chiedono al Governo di ampliare le nuove aliquote agevolate anche alle aree interne e montane, non limitandosi ai comuni ad alta densità abitativa. Lo stesso principio dovrebbe applicarsi per i territori colpiti da calamità naturali, come alluvioni, terremoti e dissesto idrogeologico, che presentano situazioni di particolare difficoltà e richiedono misure di sostegno anche in campo abitativo.
Infine, Calvano e Parma evidenziano l’importanza di una politica della casa che integri il diritto all’abitazione, il supporto alle famiglie e la necessità di preservare la vivibilità dei territori, senza trascurare le aree più vulnerabili.