Suicidio medicalmente assistito, il sindaco Sacchetti esprime orgoglio per l’operato di Alice Parma

Matteo
Di Matteo
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Dopo la Toscana e la Sardegna, l’Emilia-Romagna ha approvato una legge sul suicidio medicalmente assistito, definendo procedure per attuare i principi stabiliti dalla Corte costituzionale.

La consigliera Alice Parma ha presentato il provvedimento in aula, con il sindaco di Santarcangelo di Romagna, Filippo Sacchetti, che ha espresso orgoglio per il suo ruolo di relatrice. Questo risultato simboleggia le battaglie per i diritti e le libertà personali che si conducono da tempo a livello locale e collettivo. Il governatore Michele de Pascale ha sottolineato come, in assenza di una legge nazionale e a fronte dell’impasse parlamentare, la regione abbia scelto di adottare “lo strumento più forte, più trasparente e più pubblico” per garantire un’applicazione uniforme delle disposizioni della Corte.

L’obiettivo è regolamentare l’accesso al suicidio medicalmente assistito per pazienti con malattie irreversibili e sofferenze intollerabili, assicurando equità e tempi adeguati alle condizioni fisiche dei richiedenti. Questo traguardo rappresenta un motivo di orgoglio per la regione, un luogo in cui libertà, valori e identità sostengono il progresso e il rispetto delle volontà individuali.

Sacchetti ha concluso evidenziando come la politica e le istituzioni dimostrino la capacità di prendersi cura delle comunità, affrontando anche questioni più ampie. In Emilia-Romagna, le eccellenze e le criticità territoriali si intrecciano con i grandi temi dei diritti, contribuendo a una qualità della vita che include beni materiali e immateriali, cultura, servizi e diritti collettivi.

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