Aumento del 53% dei disturbi della condotta e dell’emotività: Rimini introduce educatori nelle classi

Matteo
Di Matteo

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Due progetti destinati ai giovani e al mondo scolastico mirano a supportare il percorso di crescita di ragazze e ragazzi. Iniziative incluse nel Piano sociosanitario di zona di Rimini pongono al centro il benessere degli studenti, attraverso azioni di educazione e nuove opportunità di socializzazione.

Il primo intervento si concentra sul supporto per bambini e ragazzi con difficoltà emotive, rivolgendosi ai minori residenti a Rimini che frequentano le scuole primarie e secondarie di primo grado. Con un finanziamento di 60.000 euro dal fondo sociale locale, il progetto intende affiancare gli studenti che affrontano sfide nella gestione delle emozioni e nella cui vita possono manifestarsi problemi comportamentali, con ricadute su apprendimento, relazioni e sviluppo delle competenze sociali.

Queste problematiche interessano sempre più ragazzi: negli ultimi dieci anni, i casi di disturbi della condotta e dell’area emotiva in Emilia-Romagna sono aumentati del 53 per cento.

Il Comune di Rimini coinvolgerà 45 studenti e prevede la presenza in aula di un educatore professionale con formazione specifica. Saranno offerti laboratori e attività di sostegno individualizzato, con l’obiettivo di aiutare i minori nel loro percorso educativo e di promuovere un clima positivo all’interno delle classi. Le attività saranno orientate a migliorare le dinamiche di gruppo, prevenire l’isolamento e contrastare pregiudizi, favorendo così l’inclusione.

L’iniziativa “Lo spazio bianco delle arti”, riproposta per il prossimo anno, si rivolge anche alla scuola come spazio di crescita ed espressione. Promossa da una rete di istituti secondari superiori a Rimini, tra cui il Liceo Scientifico “Albert Einstein” e il Liceo “Cesare-Valgimigli”, offre laboratori espressivi e creativi in orario extracurricolare su temi come teatro, danza, fotografia e poesia, aperti agli studenti della rete.

Circa 200 ragazzi tra i 13 e i 19 anni avranno l’opportunità di esplorare differenti linguaggi artistici e di intraprendere un percorso di ricerca sulla creatività e l’espressione personale. L’idea è di andare oltre l’insegnamento tradizionale, creando occasioni di partecipazione e crescita attraverso l’arte. I laboratori si svilupperanno durante l’anno e culmineranno in una grande festa finale aperta alla comunità.

L’assessore alla protezione sociale ha sottolineato che la scuola rappresenta uno spazio di apprendimento e costruzione di sé. Con questi progetti si intende favorire il benessere scolastico, prestando particolare attenzione alle situazioni di fragilità. È cruciale fornire supporto ai ragazzi nella gestione delle emozioni, per garantire l’inclusione e il miglioramento del gruppo classe. Affiancare i giovani nella loro crescita significa dar loro strumenti e opportunità per conoscersi, esprimersi e sentirsi parte della comunità.

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