È stata discussa martedì in Commissione a Bologna la risoluzione presentata dal Consigliere regionale di Fratelli d’Italia Nicola Marcello, riguardante le criticità del sistema di edilizia residenziale pubblica nella provincia di Rimini. Il Consigliere ha sottolineato l’importanza dei dati ottenuti con l’accesso agli atti, che mostrano una situazione difficile da ignorare. Al 31 dicembre 2024, in provincia di Rimini risultavano 3.433 domande di edilizia residenziale pubblica (ERP) in graduatoria, numero secondo solo a quello di Bologna. Nel 2025, tuttavia, solo 29 alloggi sono stati resi disponibili, uno dei dati più bassi dell’intera Emilia-Romagna. Inoltre, nella provincia si registrano 134 alloggi ERP liberi mentre migliaia di famiglie attendono un’abitazione, molti degli appartamenti sono inutilizzati a causa della vetustà e della necessità di manutenzione. I dati sono preoccupanti: nel 2025, nel comune di Rimini, su circa 2500 domande, sono state assegnate soltanto 40 unità ERP e 7 alloggi di edilizia residenziale sociale a canone calmierato su 750 domande.
Marcello ha inoltre evidenziato la perdita di un programma di riqualificazione immobiliare da circa 30 milioni di euro, relativo al bonus 110%, approvato in Consiglio comunale ma mai realizzato. Attualmente, non ci sono nuove consegne di alloggi ERP/ERS e i 36 appartamenti della vecchia Questura di via Ugo Bassi non saranno disponibili prima del 2028/2029. Con la risoluzione, si richiede alla Giunta di verificare la reale disponibilità degli alloggi, rimuovere gli ostacoli al loro utilizzo e accelerare il recupero e l’assegnazione con fondi nazionali. Inoltre, si chiede maggiore flessibilità sui contratti a canone concordato e sulla cedolare secca agevolata al 10%, per coinvolgere anche il patrimonio privato e estendere queste misure a tutti i Comuni della Provincia. Si segnala infine che la normativa di riferimento di questo provvedimento risale al Decreto Legislativo n.23 del 14 marzo 2011 e non è stata più modificata, si chiede quindi di estenderla ai piccoli comuni dell’entroterra.
La risoluzione è stata proposta a una settimana dalla lunga seduta dell’Assemblea legislativa del 21 ottobre, dove la maggioranza ha approvato una delibera che modifica i requisiti di accesso e permanenza negli alloggi ERP, eliminando il criterio premiale della residenzialità storica. Marcello ha evidenziato lo sforzo del suo gruppo, presente fino alle 5 del mattino per opporsi a questa modifica, sottolineando l’importanza di garantire regole chiare e trasparenti. Soggetti che vivono e lavorano regolarmente nel territorio, così come famiglie numerose, anziani e cittadini con un basso ISEE necessitano di garanzie rispetto ai criteri di assegnazione.
Durante quella seduta, è stato respinto un ordine del giorno presentato da Marcello, che chiedeva alla Giunta di attivarsi con il Governo per garantire all’Emilia-Romagna accesso alle risorse del Piano Casa e cofinanziarle con fondi regionali, dando priorità al recupero degli alloggi ERP sfitti. Si richiedeva anche una ricognizione annuale degli alloggi sfitti disponibile per ogni Comune.
Il Piano Casa nazionale, attualmente con bandi in partenza, offre opportunità concrete per il recupero del patrimonio esistente e la creazione di nuovi alloggi a prezzi calmierati. È fondamentale che la Regione collabori con il Governo per sfruttare queste occasioni e aumentare l’offerta di case popolari. Prima di apportare cambiamenti ai criteri delle graduatorie ERP, è essenziale riutilizzare le case attualmente vuote. La questione della casa, della vulnerabilità e dei diritti delle famiglie deve restare una priorità e ci si impegnerà a vigilare e a responsabilizzare la Giunta affinché la situazione non rimanga invariata. Da fine settimana, inoltre, verrà avviata una raccolta firme per tutelare la residenzialità storica dei cittadini riminesi.