Tiro a segno: “Il decreto minaccia la struttura di Rimini, serve maggiore dialogo sulla riforma”

Matteo
Di Matteo
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Il Comitato 406 di Futuro Nazionale di Rimini ha espresso preoccupazione riguardo al Decreto-Legge 108 del 26 giugno 2026, evidenziando i possibili impatti negativi dell’articolo 8 sul futuro del Tiro a Segno Nazionale, in particolare per la sezione riminese attiva dal 1884.

Questo provvedimento ha ripercussioni non solo su Rimini, ma su tutta la rete nazionale delle sezioni del Tiro a Segno, un patrimonio sportivo, educativo e sociale costruito nel tempo grazie a volontari, istruttori e appassionati.

Pur riconoscendo la necessità di riformare l’Unione Italiana Tiro a Segno, il movimento sostiene che le modifiche debbano essere discusse con le sezioni territoriali. Si teme infatti che una centralizzazione eccessiva possa ridurre l’autonomia gestionale delle strutture locali, limitando la loro capacità di pianificare attività e investimenti.

Il comunicato enfatizza anche il ruolo cruciale dei poligoni del Tiro a Segno Nazionale, i quali, oltre all’attività sportiva, offrono percorsi di formazione e educazione alla responsabilità, grazie al contributo di tecnici e volontari.

Futuro Nazionale sostiene l’appello delle sezioni del Tiro a Segno Nazionale, chiedendo al Parlamento di modificare l’articolo 8 del decreto. Si richiede l’introduzione di garanzie riguardanti la sostenibilità economica degli impianti, la tutela delle professionalità delle sezioni, il mantenimento dell’autonomia gestionale e il coinvolgimento delle realtà locali nei processi decisionali.

Il Comitato è convinto che la riforma debba conciliare l’obiettivo di modernizzazione con la necessità di preservare una rete di strutture che, da oltre un secolo, rappresentano un punto di riferimento per il territorio.

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