Coccodrilli schierati attorno alle prigioni israeliane per prevenire le evasioni

Matteo
Di Matteo
2 minuti di lettura


Il ministro per la Protezione dell’Ambiente ha riclassificato i coccodrilli, spostandoli dalla categoria di animali selvatici a quella di “fauna allevata in cattività”. Questa decisione permette il loro impiego a fini di sicurezza, in risposta alle richieste del ministro della Sicurezza Nazionale. Quest’ultimo propone di utilizzare i rettili attorno alle carceri per prevenire evasioni, prendendo ispirazione dall'”Alligator Alcatraz” della Florida.

Il cambiamento di classificazione consente di schierare i coccodrilli attorno alle strutture penitenziarie. I rettili saranno ora sotto la supervisione di un ente di sicurezza, che include il servizio penitenziario israeliano, gestito dal ministro Ben Gvir. L’allevamento dei coccodrilli del Nilo sarà consentito solo presso entità di sicurezza e dovrà rispettare criteri specifici per evitarne il rilascio in natura. Si riporta che l’Autorità per la Natura e i Parchi si era opposta a questa modifica.

Per quanto riguarda il carcere di Ketziot, si prevede il dislocamento dei coccodrilli nei pressi di questa struttura, dove sono detenuti militanti di Hamas catturati dopo l’attacco del 7 ottobre 2023, che ha dato origine a un conflitto in corso a Gaza. Inizialmente, la proposta di utilizzare coccodrilli intorno alle carceri era stata accolta con scetticismo da funzionari del servizio penitenziario.

Itamar Ben Gvir, leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit, ha una lunga storia di iniziative controverse. In passato, è stato condannato per istigazione al razzismo e supporto a un’organizzazione terroristica. Durante la sua carriera legale, ha difeso esponenti dell’estrema destra e coloni radicali. Nel 2025, ha guidato una preghiera sulla Spianata delle Moschee, provocando reazioni di condanna a livello internazionale per la violazione di pratiche consolidate nel luogo sacro.

Condividi questo articolo