Condannato per tentato omicidio dopo aver cercato di accoltellare un carabiniere durante una lite domestica

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Un uomo di 54 anni di origini svizzere è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione per tentato omicidio. La pena è stata inflitta con rito abbreviato, a fronte di una richiesta del pubblico ministero di 4 anni. I fatti risalgono al 16 marzo, quando l’individuo ha cercato di accoltellare un carabiniere intervenuto, insieme a un collega, per sedare una lite domestica.

Al momento dell’incidente, l’uomo stava affrontando problemi di dipendenza dall’alcol e si trovava in cura presso un servizio dedicato. Quel giorno, dopo un primo intervento dei carabinieri, si era allontanato da casa a causa di una violenta discussione. Al suo rientro, alcune ore dopo, si trovava ancora in uno stato di alterazione, tanto da indurre la moglie a contattare nuovamente i servizi di emergenza.

Quando i militari sono ritornati nell’abitazione, l’uomo, indifferente alla situazione, stava mangiando mentre i carabinieri cercavano di mettere in sicurezza la donna e le due figlie. Poi, improvvisamente, ha afferrato un coltello lungo 24 centimetri, tentando di colpire uno dei carabinieri e minacciando di uccidere lui e la sua famiglia. Ne è seguita una colluttazione, alla quale ha partecipato anche la moglie nel tentativo di disarmarlo. Alla fine, l’uomo è stato immobilizzato e arrestato con l’accusa di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Rimini, Alessandro Capodimonte, ha respinto la richiesta dei difensori di qualificare il reato come tentate lesioni, mantenendo la condanna per l’accusa più grave. È stato disposto anche un risarcimento di 2.000 euro a favore del carabiniere che ha subito l’aggressione, ovvero parte civile nell’azione insieme al collega, e il pagamento delle spese processuali.

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