Dal deposito d’acqua al riutilizzo per l’irrigazione: l’evoluzione del vasto progetto di depurazione

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


I vertici di Romagna Acque, il presidente Fabrizio Landi e la vicepresidente Stefania Sabba, hanno visitato sabato le opere del Piano di salvaguardia della balneazione ottimizzato (Psbo) a Rimini. Con loro erano presenti dirigenti del Gruppo Hera e l’assessora all’Ambiente del comune di Rimini, Anna Montini. L’incontro ha fornito un aggiornamento sullo stato di avanzamento del progetto e le sue prospettive future.

Il Psbo è il più ampio progetto di depurazione e risanamento idrico attualmente in corso in Italia. Il piano ha diversi obiettivi: rimuovere i divieti di balneazione lungo la costa, proteggere la città da allagamenti durante forti temporali tramite ampie vasche di accumulo sotterranee, come quella di piazzale Kennedy, e migliorare la qualità complessiva della costa, con benefici anche per il turismo.

Questo progetto ha ricevuto un riconoscimento internazionale importante, in quanto segnalato come modello per lo sviluppo sostenibile e la tutela degli ecosistemi marini. Sul piano tecnico, comprende la realizzazione di 45 chilometri di nuove condotte fognarie e la riqualificazione di 11 scarichi a mare. Il costo totale del progetto è di circa 290 milioni di euro, con la partecipazione finanziaria e progettuale di Romagna Acque, in collaborazione con il comune di Rimini, il Gruppo Hera e Amir.

Durante l’incontro è emersa anche la possibilità di utilizzare le acque depurate per scopi irrigui. L’assessora Montini ha evidenziato l’importanza della sinergia tra gli enti coinvolti, sottolineando come il Consorzio di bonifica della Romagna stia già lavorando su un intervento per il riuso irriguo delle acque in uscita dal depuratore.

Il presidente Landi ha enfatizzato il carattere strategico dell’iniziativa, definendola un’opera epocale che rappresenta un nuovo paradigma nella gestione della depurazione, con particolare attenzione al territorio e alla comunità. Ha assicurato che, nonostante si tratti di un uso non potabile dell’acqua, l’attenzione rimane alta, così come la presenza nelle cabine di regia dedicate alla gestione della risorsa idrica.

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