Divieto di trasferta in Prima Categoria: residenti riminesi esclusi dalla partita Bagno di Romagna-Cattolica

Matteo
Di Matteo

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Un divieto di trasferta è stato imposto in occasione della partita tra Bagno di Romagna e Cattolica, che si svolgerà domenica alle 15:30 allo stadio comunale “Locatelli-Agnoletti”. Per motivi di ordine pubblico, è stata disposta la proibizione di vendita dei biglietti ai residenti nella provincia di Rimini, una misura che ha suscitato vivaci proteste da parte della tifoseria organizzata giallorossa.

Questo provvedimento non colpisce solo gli ultras o i gruppi di tifosi, ma interessa tutti i residenti nel Riminese, i quali non potranno acquistare biglietti per accedere all’impianto. Il Cattolica Calcio ha informato i propri sostenitori della decisione, esortando chiunque sia soggetto al divieto a rispettare le disposizioni e a non recarsi a Bagno di Romagna.

La vicenda è particolarmente significativa poiché riguarda un incontro di un campionato dilettantistico, e non di calcio professionistico.

### La partita sotto la lente per motivi di ordine pubblico

Bagno di Romagna-Cattolica ha attirato l’attenzione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, in relazione a valutazioni di ordine pubblico. La decisione è stata presa anche considerando la storia delle trasferte della tifoseria cattolichina. Tra i fattori considerati c’è la possibilità che sostenitori legati alla Curva Est di Rimini possano essere presenti e il potenziale di incroci con gruppi di tifosi del Cesena durante le partite nel loro territorio.

Questo caso si inserisce in un contesto in cui le autorità manifestano interesse anche per il calcio dilettantistico. Negli ultimi anni, infatti, diverse partite di campionati dilettantistici romagnoli hanno visto l’implementazione di misure di sicurezza speciali a seguito di tensioni tra tifoserie.

### La protesta degli ultras del Cattolica

La risposta degli ultras del Cattolica si è concretizzata in un comunicato intitolato “Perché lavorare… se puoi vietare?”. Gli ultras contestano l’estensione del divieto a tutti i residenti della provincia di Rimini, sottolineando il livello dilettantistico della partita: “Il divieto riguarda una partita del campionato di Prima Categoria”, evidenziano, notando che in questa categoria molti stadi non hanno nemmeno un settore designato per gli ospiti.

Secondo i tifosi giallorossi, il divieto colpisce non solo il movimento ultras, ma qualsiasi sostenitore residente nel Riminese che desidera seguire la propria squadra in trasferta. Nel comunicato, esprimono la loro indignazione parlando di “privazione di libertà” e criticano la scelta di adottare il divieto piuttosto che predisporre un adeguato servizio d’ordine.

Condividi questo articolo