C’è forte insoddisfazione tra i commercianti di Santarcangelo per l’aumento del 3,96% della Tari, recentemente approvato in Consiglio Comunale. Gli esercenti, che si impegnano costantemente nella corretta differenziazione dei rifiuti e nella raccolta “porta a porta”, avevano sperato in una riduzione della tariffa o, al minimo, nella conferma dell’importo dello scorso anno.
Incontri con gli assessori al Bilancio e alle Attività Economiche hanno visto Confesercenti richiedere, più volte, una differenziazione delle aliquote per le attività situate nelle periferie e nelle frazioni. Spesso, negozi e locali in queste aree sono di grande metratura ma presentano un fatturato inferiore rispetto a quelli del centro storico. Queste attività, tuttavia, ricoprono un ruolo sociale importante, fungendo da presidi di quartiere e offrendo servizi essenziali per i cittadini che abitano lontano dal centro.
A complicare ulteriormente la situazione è l’assenza di dialogo con il gestore del servizio. Nonostante una richiesta formale avanzata dalle associazioni di categoria lo scorso 26 marzo, non è stato mai organizzato un incontro con i referenti di Hera. Un tavolo di confronto sarebbe stato utile per segnalare criticità e disservizi, nell’ottica di collaborare per migliorare la raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade cittadine.
