Il Comune richiede un milione di euro di risarcimento per il caso collegato a un video su TikTok.

Matteo
Di Matteo
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Un milione di euro è l’importo richiesto dal Comune di Riccione come risarcimento per il danno d’immagine subito, in seguito alla pubblicazione di un video su TikTok dal profilo “Legaofficial”. Questo video, diventato rapidamente uno dei principali temi politici dell’estate, ha spinto l’amministrazione comunale a denunciare i suoi autori per diffamazione aggravata tramite social media e a intraprendere una causa civile per il danno arrecato al marchio turistico della città. L’importo eventualmente ottenuto sarà destinato al fondo per il sostegno degli affitti per le famiglie in difficoltà.

Il mandato all’Avvocatura è stato conferito nelle ultime ore. L’amministrazione sostiene che il video, pubblicato il 6 agosto e oltrepassato le 500 mila visualizzazioni, avrebbe sfruttato il nome di Riccione per veicolare messaggi discriminatori, nuocendo all’immagine della città e alla sua reputazione di accoglienza.

Il filmato, realizzato con immagini di Ceuta ma presentato come ambientato in una futura spiaggia di Riccione, recitava: “Pov. È il 2030, sei in spiaggia a Riccione e Matteo Salvini non è ministro dell’Interno”. Trasmettendo un messaggio provocatorio, il video, pubblicato da un profilo con oltre 200 mila follower e grafica afferente al partito della Lega, ha innescato un acceso dibattito politico.

La sindaca Daniela Angelini ha chiesto la rimozione del video e le scuse ufficiali di Matteo Salvini nel caso in cui il profilo fosse legato al partito. La questione ha poi ottenuto rilevanza nazionale, con l’annuncio di un’interrogazione parlamentare da parte di un deputato del Partito Democratico, che ha definito il contenuto una forma di propaganda razzista e detrimento dell’immagine cittadina.

In risposta, un deputato della Lega ha descritto il filmato come “una semplice provocazione” e “un meme” sul tema dell’immigrazione, una lettura che l’amministrazione respinge energicamente e che costituisce uno dei motivi per l’azione legale intrapresa.

La sindaca ha nuovamente confermato la sua posizione. “Riccione non è la scenografia di una propaganda d’odio né il teatro per provocazioni,” ha affermato. “Definire tale contenuto discriminatorio come ‘un’allegoria’ è un atto irresponsabile che non lasceremo senza risposta. L’accoglienza e il rispetto sono parte della nostra identità e valore fondamentale del nostro turismo. Chi danneggia questa immagine dovrà affrontare le conseguenze legali.”

Infine, la sindaca ha sottolineato che, se il Tribunale dovesse riconoscere le ragioni del Comune, l’intero importo sarà destinato al fondo comunale per il sostegno degli affitti delle famiglie in difficoltà economica, trasformando così un episodio divisivo in un sostegno concreto per la comunità.

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