Il Centro culturale islamico Al Tawhid di corso Papa Giovanni XXIII ha chiuso, sospendendo tutte le attività “fino a data da destinarsi”. Questa decisione ha suscitato interrogativi sul futuro della struttura e sulle scelte dell’amministrazione comunale, come osservato da Matteo Zoccarato, capogruppo della Lega, e Gilberto Giani, segretario comunale del Carroccio.
I due esponenti della Lega ritengono che il comunicato emesso dal Centro sia motivato dal desiderio di conquistare la fiducia dei cittadini riminese. Essi considerano improbabile che la sospensione delle attività sia stata frutto di una decisione autonoma da parte della comunità che lo gestisce. Al contrario, sospettano che sia stata influenzata dalla Giunta Sadegholvaad, a seguito delle richieste dell’opposizione riguardo alla compatibilità della struttura di Borgo Marina, utilizzata come moschea, con le normative di salute e sicurezza.
Zoccarato e Giani criticano l’amministrazione comunale, sostenendo che abbia evitato per anni di affrontare la questione, continuando a permettere l’uso di una struttura non in regola, fonte di numerosi problemi. La decisione di chiudere, a loro avviso, è stata presa in modo tale da consentire al Centro di rivendicarne la responsabilità.
I due esponenti sollevano anche domande riguardo ai motivi che hanno portato a questa scelta: “In cambio di cosa? Il sindaco definisce la chiusura ‘un punto di partenza’, suggerendo che l’amministrazione possa aver già considerato un’alternativa in collaborazione con il Centro. Richiediamo trasparenza”.
Il partito insiste sulla necessità di condurre una mappatura dei luoghi di culto islamici nel territorio comunale, sottolineando che dal 2017 non c’è stata una registrazione precisa degli spazi autorizzati come associazioni culturali e della loro reale funzione. Inoltre, viene evidenziata la mancanza di informazioni sulle comunità islamiche locali, che risultano frammentate per etnie, culture e dottrine.
Zoccarato e Giani esprimono preoccupazione riguardo al rischio di estremismo e radicalizzazione, ritenendo inaccettabile la proliferazione di centri abusivi o non autorizzati che possono diffondere idee estremiste o forme di islam politico non compatibili con le norme costituzionali.
Infine, ricordano di aver già chiesto alla Giunta di avviare la mappatura, senza ricevere risposte. Attualmente non ci sono dati certi sui centri esistenti né informazioni chiare sulle associazioni che li gestiscono, i loro referenti o finanziatori. Chiedono quindi che sia elaborata questa mappatura prima di prendere decisioni su un’eventuale nuova collocazione per il Centro culturale islamico Al Tawhid, sottolineando la necessità di un confronto prioritario con le minoranze e la cittadinanza.
