RIMINI: Artigiani mobilitati per le imprese, con focus sull’energia

Matteo
Di Matteo
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La situazione della filiera del riciclo della plastica in Emilia-Romagna è di estrema emergenza. Le autorità regionali esprimono la propria disponibilità alla collaborazione, ma avvertono che senza azioni concrete, gli sforzi dei cittadini per il riciclo rischiano di essere vanificati.

Recentemente, è stata inviata una comunicazione al ministro competente per segnalare le gravi difficoltà del settore. A oggi, non sono state adottate misure efficaci. L’unica risposta è stato un nuovo tavolo di monitoraggio a Roma, mentre la situazione continua a essere critica. Questo scenario pone a rischio la sostenibilità ambientale ed economica del sistema di gestione dei rifiuti, richiedendo interventi decisivi.

Nella lettera si evidenziava che il settore è colpito da una “tempesta perfetta”, determinata dall’aumento dei costi energetici, dalla diminuzione della domanda e dalla concorrenza sleale dei polimeri vergini a basso costo provenienti da Paesi extra-Ue. Questi fattori stanno causando un rallentamento o addirittura la sospensione delle attività negli impianti di riciclo. Di conseguenza, il consorzio Corepla ha ridotto progressivamente la frequenza dei ritiri degli imballaggi plastici nei centri comprensoriali.

Se la situazione di stallo dovesse perdurare, il rischio è quello di un paradosso ambientale insostenibile. Per svuotare i centri e prevenire rischi, si potrebbe rendere necessario avviare al termovalorizzatore anche i rifiuti plastici raccolti in maniera corretta dai cittadini tramite la raccolta differenziata.

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