Sono 12 gli episodi di irregolarità nel servizio che la Procura di Rimini contesta a otto agenti della Polizia Municipale, indagati per reati quali falso ideologico, violenza privata, calunnia e lesioni. Nel fascicolo a loro carico figurano test dell’etilometro effettuati su automobilisti senza identificazione, oltre a situazioni in cui gli agenti hanno seguito veicoli fino alla residenza del proprietario per poi accusarli di mancata fermata all’alt e minacciarli di arresto. Tra le condotte inappropriate risultano anche aggressioni fisiche ai fermati, catalogate nelle relazioni di servizio come “incidenti”. Un episodio esemplare riguarda un inseguimento in cui un ciclista sarebbe stato colpito al volto con una paletta; nella versione ufficiale, l’accaduto è stato descritto come un sinistro stradale, attribuendo la responsabilità al ciclista che si sarebbe scontrato autonomamente con un autobus durante la fuga.
Tra i capi d’imputazione, si segnala il trasporto di un fermato verso l’ospedale di Rimini. Durante il percorso, l’individuo, nonostante fosse ammanettato, sarebbe riuscito ad aprire la portiera dell’auto di servizio e a lanciarsi sull’asfalto, riportando fratture vertebrali. Gli agenti avrebbero poi redatto falsamente il verbale, affermando che l’uomo fosse ammanettato dietro la schiena, assicurato al sedile e con un agente accanto. Un altro caso in fase di indagine riguarda un giovane che, scambiando gli agenti in borghese per un taxi, è stato arrestato per resistenza; la Procura sostiene che in realtà il cittadino fosse pacifico e collaborativo. Ci sono inoltre denunce per rifiuto di fornire le proprie generalità da parte di cittadini sottoposti a controlli aggressivi, contraddette da riprese video. Infine, si stanno verificando verbali di servizio considerati alterati o inventati, incluso il protocollo di piantonamenti in ospedale mai effettuati.
L’avvocato Marco Ditroia, difensore di una delle agenti coinvolte, ha dichiarato che la sua assistita è pronta a chiarire le accuse durante l’interrogatorio del 16 ottobre, con la possibilità di una futura assoluzione.
L’indagine condotta dalla Guardia di Finanza, che ha suscitato allerta nel Comando della Municipale riminese, è iniziata nel maggio 2022, a seguito di un esposto presentato da un automobilista fermato per un controllo. Quest’ultimo ha segnalato comportamenti degli agenti oltre i limiti legali, rivolgendosi successivamente alla magistratura. L’inchiesta è andata avanti per quasi due anni, culminando con la perquisizione delle abitazioni degli indagati effettuata il 7 ottobre.