La vicenda risale al 2018, quando il 13 dicembre i carabinieri del Nas intervennero presso la casa di riposo “La Collina” di Mondaino. Durante il blitz, furono trovati 36 anziani in condizioni disastrose e visibilmente denutriti, chiedendo immediatamente di ricevere cibo. Gli inquirenti accertarono che il personale presente era notevolmente insufficiente per prendersi cura degli ospiti; al momento dell’intervento, solo due dipendenti si occupavano delle 36 persone accolte. L’operazione era stata avviata dopo un’ispezione dell’Asl nella primavera dello stesso anno, che portò i militari ad avviare un’inchiesta denominata “La collina degli orrori”.
Successivamente, nel 2024, Maria Luisa Bulli, 65 anni e titolare della struttura, fu arrestata e successivamente patteggiò una pena di 2 anni, convertita in lavori di pubblica utilità. Tre operatori sociosanitari furono rinviati a giudizio, mentre un quarto operatore risultò assolto e per altri due l’inchiesta fu archiviata. Tra questi, un infermiere di 64 anni, accusato di abbandono d’incapace aggravato dalla morte di un’anziana, vide il giudice monocratico dichiararsi incompetente, inoltrando il caso alla Corte d’Assise.
Nella giornata di lunedì, il pubblico ministero richiese l’assoluzione per l’infermiere, accusato di aver causato la morte di un’anziana non autosufficiente. Questa richiesta fu accolta dai giudici del Collegio, presieduto da Monica Galassi, che, escludendo l’aggravante, dichiararono il reato estinto per intervenuta prescrizione.