Confartigianato Imprese Rimini partecipa attivamente al dibattito sulla futura gestione delle concessioni balneari e sul nuovo Piano Spiaggia, suggerendo che la coesistenza di diversi modelli rappresenti una prospettiva valida per il litorale di Rimini. L’associazione sostiene che l’approccio dell’amministrazione comunale sia equilibrato, poiché permette la coesistenza di diverse dimensioni, dalle micro-alle macro-aggregazioni. Questa pluralità di modelli costituirebbe un vero valore aggiunto per la spiaggia riminese.
L’associazione sottolinea che la propria posizione nasce da una solida esperienza pratica. Il segretario, Gianluca Capriotti, ricorda il suo ruolo nella ristrutturazione e gestione del Lido di San Giuliano nel 2006, un progetto che ha coinvolto un fronte mare di circa 500 metri. Questa esperienza rappresenta un’importante lezione su cosa si possa realizzare con una gestione evoluta e dimensioni adeguate, con la macro-aggregazione che si configura come uno strumento di identità piuttosto che come un’astrazione impersonale.
Grazie alla gestione di 500 metri di arenile, sono stati ottenuti risultati significativi in termini di sicurezza, qualità dei servizi e investimenti. Maggiore sicurezza è stata garantita con un numero superiore di bagnini, e sono stati migliorati i servizi offerti in spiaggia, dall’animazione all’assistenza. Inoltre, ciò ha permesso di investire in attrezzature, pulizia e decoro, favorendo una gestione più efficiente. La lezione appresa è chiara: sebbene le piccole strutture siano fondamentali, è essenziale che queste possano evolvere. Tale dinamica è già stata vissuta nel settore alberghiero, dove le piccole pensioni familiari coesistono con strutture più grandi, più capaci di sostenere gli investimenti e la formazione del personale.
Per questo motivo, la possibilità di aggregarsi in forma macro offre alle imprese balneari la chance di affrontare nuove sfide, stimolare innovazione e favorire la destagionalizzazione. Ciò include l’introduzione di piscine, aree wellness e spazi sportivi per fruire della spiaggia oltre il periodo estivo, così come aree dedicate agli animali e maggiore accessibilità per le persone con disabilità, mediante percorsi e servizi specifici. Include anche l’identità e il territorio, attraverso una ristorazione a km zero, capace di valorizzare i prodotti agroalimentari locali.
L’associazione avverte che mantenere un modello frammentato e sottocapitalizzato rende il litorale vulnerabile, specialmente in vista delle gare per le concessioni del 2027, aumentando il rischio di un’entrata di grandi gruppi finanziari esterni e comportando una perdita dell’identità riminese.
La proposta di Confartigianato prevede l’accettazione sia delle micro-aggregazioni, per chi preferisce una dimensione più intima e familiare, sia delle macro-aggregazioni, per chi aspira a un avanzamento gestionale e a competere a livello internazionale. L’obiettivo non è scegliere tra piccolo e grande, ma permettere la coesistenza di modelli diversi, dando spazio al turista di scegliere l’esperienza che preferisce. Il problema attuale non è la diversificazione dei modelli, ma piuttosto l’uniformità dei servizi, che rischia di tradursi in un monopolio dell’omologazione.
