Le emozioni dei volontari che hanno accolto Papa Leone a Rimini: travolgente, faticoso e gioioso

Matteo
Di Matteo

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Cento pissidi scritte a mano, settimane di organizzazione e l’opportunità di incontrare nuove persone al di fuori della propria parrocchia: queste sono solo alcune delle esperienze vissute da Attilia Sammarini, Francesca Gattei e Simona Lombardini, legate da un profondo sentimento di gratitudine.

Attilia Sammarini, 62 anni, infermiera di Viserba, è sposata e madre di tre figli e quattro nipoti. Ha risposto con entusiasmo alla chiamata della Diocesi, descrivendo l’esperienza come “travolgente e trasformante”. Ha conservato un’immagine indelebile del Papa, col suo volto sereno, in totale ascolto, sull’affascinante sfondo azzurro, che le ha ricordato il manto di Maria. Se le fosse chiesto di rifare tutto, non esiterebbe: “Risponderei sì con tutto il mio cuore”, afferma. Questo percorso le ha permesso di instaurare nuove relazioni e approfondire quelle esistenti: “La vera ricchezza della mia esperienza è stata camminare insieme, verso un’unità che celebra la comunione tra le diversità”.

Francesca Gattei, 54 anni, restauratrice di Corpolò e madre di quattro figli, ha svolto un compito molto tangibile: ha scritto, utilizzando un pennarello per ceramica, le oltre cento pissidi destinate a contenere il Corpo di Gesù durante la Messa al Porto. L’emozione di questo gesto era amplificata dall’importante significato del momento. Durante il giorno, ha assistito a un incontro commovente tra Papa Leone e la mamma Luigina e il fratello Matteo, una persona con sindrome di Down, che è diventato un ricordo prezioso.

Simona Lombardini, 54 anni, impiegata alla Fondazione Cultura di Santarcangelo, ha trovato la bellezza nell’andare oltre i confini abituali. Ha apprezzato gli incontri avvenuti in queste settimane, riscoprendo la dimensione collettiva dell’evento. Per lei, la visita del Papa ha rappresentato un modo per sentirsi parte di una comunità unita, evidenziando l’importanza di costruire relazioni nuove.

Le storie di queste tre volontarie sono solo una parte dei circa 600 membri che hanno reso possibile l’accoglienza del Santo Padre. Il vescovo Nicolò ha voluto rivolgere un messaggio di ringraziamento a tutti i volontari, esprimendo la sua gratitudine per il loro tempo, disponibilità e impegno. Ha sottolineato l’importanza di non fermarsi al ricordo della giornata, auspicando che le relazioni create continuino a prosperare.

In vista del futuro, il vescovo ha evidenziato come quanto vissuto debba diventare un impulso continuo a servire la Chiesa e a seguire l’esempio di Cristo.

La Diocesi si prepara ora a esprimere pubblicamente la sua gratitudine. Un primo incontro è previsto per domenica 6 settembre alle 17:30 in Cattedrale, con una Santa Messa di ringraziamento presieduta dal vescovo. Al termine della celebrazione, seguirà un brindisi nel giardino della Curia.

Successivamente, mercoledì 23 settembre, una delegazione della Diocesi incontrerà Papa Leone XIV a Roma durante l’udienza generale. Questo evento rappresenterà un autentico pellegrinaggio diocesano. La giornata inizierà con l’arrivo a Roma, il ritiro dei biglietti e l’udienza generale, seguita dalla possibilità di visitare la Basilica di San Pietro e dalla Santa Messa presieduta dal vescovo.

Per favorire l’identità della Diocesi di Rimini, i partecipanti saranno incoraggiati a indossare un cappellino blu, disponibile a offerta libera.

Sebbene la visita sia giunta al termine, il viaggio per Rimini continua, trasformando il ricordo in gratitudine, la gratitudine in preghiera e la preghiera in azioni concrete di fraternità. Questo è il modo scelto dalla Diocesi per proseguire il sentiero di gioia inaugurato con Papa Leone XIV.

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