Il rapporto con il marito si era ormai definitivamente concluso e, dopo il divorzio, la donna si era trasferita a Misano Adriatico, dove aveva trovato lavoro in un hotel. Questa scelta rappresentava un tentativo di allontanarsi da un ex consorte che aveva sviluppato un’ossessione nel cercare di convincerla a tornare insieme. L’ex marito, un albanese di 51 anni, si era dimostrato disposto a utilizzare ogni mezzo per esercitare pressione sulla vittima. La denuncia indicava che, in un breve periodo, avrebbe effettuato 1.600 telefonate. Inoltre, insieme a un presunto complice di 26 anni, sarebbe stato coinvolto nell’aggressione del fratello della donna, costretto a ricorrere all’ospedale con una prognosi di 30 giorni.
Il giudice per le indagini preliminari di Rimini ha accolto la richiesta del sostituto procuratore, che ha provveduto a disporre il divieto di avvicinamento per entrambi gli uomini. Le restrizioni comprendono il divieto di avvicinarsi alla vittima, ai suoi familiari e ai luoghi frequentati, con l’obbligo di indossare un braccialetto elettronico e di firmare quotidianamente presso i carabinieri. Qualora uno dei due non accettasse di indossare il dispositivo, entrambi rischiano di finire in carcere.
Tra marzo e luglio, l’ex marito ha effettuato 1.600 chiamate, accompagnate da appostamenti e pesanti intimidazioni attraverso i social media. Questo è il contesto perseguitorio esaminato dalla Procura di Rimini, che ha portato all’emanazione di un’ordinanza cautelare. I due destinatari del provvedimento sono l’ex consorte di 51 anni e il suo presunto complice di 26 anni.
Dopo la rottura del matrimonio, la donna si era trasferita a Misano Adriatico, cercando di mantenere un basso profilo. Tuttavia, i due uomini sono riusciti a rintracciarla, eseguendo incursioni nel suo luogo di lavoro, aggredendo i familiari – come nel caso del fratello, che ha subito un ricovero – e inviando messaggi contenenti minacce di violenza fisica. Il giudice ha stabilito per entrambi il divieto di avvicinamento, l’obbligo di portare il braccialetto elettronico e di recarsi ogni giorno dai carabinieri, mettendo in evidenza la serietà della situazione.
