La Guardia di Finanza di Rimini ha effettuato un sequestro preventivo d’urgenza, disposto dalla Procura della Repubblica, riguardante immobili, disponibilità finanziarie e quote societarie per un valore complessivo di 29 milioni di euro. Le operazioni hanno incluso perquisizioni in diverse province italiane, tra cui Rimini, Milano, Monza Brianza e Bari. Una delle strutture coinvolte è il Grand Hotel di Riccione, costruito nel 1929 lungo il lungomare della città, che è attualmente sotto sorveglianza da parte degli agenti.
Sei persone sono sotto indagine per potenziali episodi di bancarotta fraudolenta. Tra gli indagati spicca un uomo residente a Cuba, ma domiciliato a Riccione, ritenuto dagli investigatori il vero orchestratore dell’intera vicenda. Le indagini sono state avviate in seguito al fallimento di una società di Riccione, proprietaria di un importante patrimonio turistico e immobiliare, avvenuto dopo il rigetto di un Concordato Preventivo. È stato così possibile smantellare un sofisticato sistema fraudolento messo in atto per sottrarre gli immobili dalla procedura fallimentare, utilizzando contratti di affitto d’azienda stipulati con società controllate da prestanome, spesso definiti “teste di legno”.
Le indagini accusano le società di aver omesso per anni il pagamento dei canoni di locazione, inducendo l’insolvenza e, successivamente, il fallimento. Nonostante l’assenza di un titolo legittimo, gli immobili non sono mai stati restituiti né alla società proprietaria né alla Curatela Fallimentare, continuando a essere gestiti abusivamente attraverso contratti di subaffitto fittizi. È emerso che, anche con le licenze revocate, la gestione commerciale delle strutture è proseguita, causando danni sia alla procedura fallimentare che all’Erario, con incassi realizzati prevalentemente “in nero”.
La Guardia di Finanza ha evidenziato che i risultati delle indagini sono stati facilitati da un protocollo d’intesa tra il Tribunale e la Procura di Rimini, mirato a garantire efficienza e rapidità nelle collaborazioni tra gli organi della procedura fallimentare e l’Autorità Giudiziaria. Questo accordo ha reso possibile il recupero del patrimonio aziendale sottratto, superando ostacoli creati dagli indagati per rendere la dichiarazione di fallimento inefficace.
L’operazione è stata condotta dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Rimini, con il supporto di unità territoriali e unità cinofile specializzate nella ricerca di denaro occultato. L’intervento si inserisce nelle attività del Corpo per contrastare i reati economico-finanziari, tutelare il mercato e la concorrenza, e proteggere gli imprenditori che operano nel rispetto delle regole.
Il Grand Hotel Riccione fu realizzato nel 1929 per volere del Commendatore Gaetano Ceschina da parte dell’architetto Rutilio Ceccolini. La costruzione, completata in tempi record di 100 giorni, è stata considerata all’epoca “il più grandioso e moderno albergo della riviera romagnola”, diventando uno dei punti di riferimento per l’élite fascista. Dopo la seconda guerra mondiale, durante la quale la struttura ha ospitato il comando delle truppe alleate, è stata aggiunta una piscina olimpionica.
