Aerei da guerra statunitensi e sauditi hanno colpito vari obiettivi logistici e arsenali legati al terrorismo nell’Iraq orientale. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha messo in guardia l’Iran e i suoi alleati, esortandoli a fermare gli attacchi per evitare ulteriori ritorsioni. Il ministero della Difesa saudita ha confermato le operazioni congiunte contro milizie terroristiche affiliate all’Iran, accusate di aver cercato di attaccare impianti petroliferi nella parte orientale dell’Arabia Saudita utilizzando droni.
Le Forze di Mobilitazione Popolare (PMF), integrate nell’esercito iracheno ma con elementi filo-iraniani ancora attivi in modo indipendente, hanno denunciato di essere state bersaglio degli attacchi, riportando diversi morti, feriti e danni in varie località. Il Centcom ha inoltre comunicato di aver “intercettato con successo” missili iraniani, parte di un presunto attacco a sorpresa contro le forze statunitensi in Medio Oriente, senza fornire dettagli sul luogo dell’intercettazione.
Teheran non ha confermato un attacco contro l’esercito statunitense. Tuttavia, un’agenzia di stampa ha riportato la notizia che i pasdaran avrebbero colpito e confiscato tre petroliere nel tentativo di attraversare lo Stretto di Hormuz. Come conseguenza di queste tensioni, i prezzi del petrolio sono aumentati, con il WTI che ha raggiunto gli 82,43 dollari, e il Brent a 87,57 dollari.
In Yemen, gli Houthi hanno rivendicato il lancio di missili balistici contro una petroliera saudita nel Mar Rosso, accusando la nave di violare il blocco navale imposto dai ribelli sostenuti dall’Iran. Il conflitto tra Iran e Stati Uniti si è esteso a un fronte tradizionalmente più calmo dal 2022: quello tra gli Houthi e l’Arabia Saudita, che sostiene militarmente il governo yemenita.
I riflettori erano puntati sull’incontro a porte chiuse tra il presidente statunitense e il primo ministro israeliano a Washington. Trump ha descritto l’incontro come molto positivo, mentre Netanyahu ha parlato di un’ottima conversazione, enfatizzando l’obiettivo comune di impedire all’Iran di acquisire armi nucleari. Nonostante la durazione di circa un’ora e mezza, l’incontro non ha dissipato le impressioni di divergenze fra i due leader. Israele, che ha avviato un’offensiva contro Teheran il 28 febbraio, non ha partecipato all’ultima serie di raid.
