Houthi rivendicano l’attacco alla raffineria saudita nel Mar Rosso, mentre carri armati israeliani si trovano a Rafah.

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Di Matteo
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Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian: “è il momento migliore per raggiungere un accordo”

Rivendicazione dell’attacco alla raffineria saudita nel Mar Rosso

I ribelli Houthi nello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato l’attacco alla raffineria della Saudi Aramco a Jizan, che ha causato un incendio. Il portavoce militare del gruppo, Yahya Saree, ha dichiarato che l’attacco, eseguito con un drone, è stato preciso e rappresenta una risposta alle incursioni saudite nel nord-ovest dello Yemen.

Pezeshkian: “è il momento ideale per un accordo”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invitato il Paese a uscire dalla fase di “né guerra né pace”. Ha evidenziato la coesione e l’unità presenti nel Paese, affermando che l’Iran emerge come una nazione vittoriosa e potente. Pezeshkian ha sottolineato l’importanza di stabilire un canale di comunicazione con Washington per affrontare le violazioni del cessate il fuoco. Ha proposto la creazione di un gruppo di lavoro dedicato a risolvere queste problematiche negli accordi, piuttosto che continuare a combattere. Ha concluso dichiarando che si sta lavorando a soluzioni nei negoziati con l’Oman, nel tentativo di porre fine alla situazione attuale.

Esplosioni e incendi in raffineria in Arabia Saudita

Forti esplosioni sono state segnalate nella zona di Al-Jubail, Arabia Saudita, dove è stata colpita un’area industriale del gas. Sono stati registrati incendi nella zona. Il ministero dell’Energia saudita ha confermato che un incendio ha colpito una delle strutture della raffineria di Aramco a Jizan, senza fornire ulteriori dettagli, ma specificando che non ci sono state vittime.

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