IL PUNTO – Guerra in Ucraina: sei morti in un attacco russo a una nave mercantile, Kiev sotto una pioggia di missili balistici
Una nuova ondata di bombardamenti russi ha colpito duramente l’Ucraina nella notte tra sabato e domenica, sia lungo le rotte commerciali strategiche del sud sia nel cuore della capitale. Le autorità di Kiev hanno confermato la morte di sei marittimi a seguito di un attacco missilistico russo rivolto a una nave mercantile turca carica di cereali nel Mar Nero. Contestualmente, la capitale ha subito uno dei più intensi attacchi con missili balistici degli ultimi mesi, aggravando la tensione interna in un periodo di forte instabilità politica.
Sangue nel Mar Nero: colpita nave mercantile
L’attacco ha avuto luogo al largo di Odessa, dove un mercantile battente bandiera della Guinea-Bissau, di proprietà turca, è stato colpito da tre missili da crociera subito dopo aver lasciato il porto ucraino. La marina ucraina e il Primo Ministro hanno confermato il bilancio delle vittime, che comprende sei membri dell’equipaggio, composto da marinai siriani e indiani, e un capitano ucraino. Otto persone sono state tratte in salvo, mentre quattro risultano ancora disperse.
Il Primo Ministro ha denunciato crimini di guerra da parte della Russia, improvvisando una chiara violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Da parte sua, Mosca sostiene di aver colpito esclusivamente infrastrutture utilizzate dall’esercito ucraino.
Notte di terrore a Kiev
Parallelamente, la Russia ha lanciato una violenta offensiva aerea contro Kiev. Il presidente ucraino ha riferito che la capitale è stata colpita da circa 20 missili balistici su un totale di 40 lanciati. La difesa aerea ucraina è riuscita a intercettare 17 missili, ma gli altri hanno causato un morto e 16 feriti, danneggiando gravemente palazzi residenziali e distruggendo numerose auto.
Le offensive hanno interessato anche altre regioni del Paese, con sette vittime registrate tra Kharkiv, Zaporijjia, Dnipropetrovsk e nella stessa regione di Odessa. I raid russi evidenziano una crescente difficoltà per l’Ucraina nella gestione della propria difesa aerea, in un conflitto sempre più aereo data la stagnazione del fronte terrestre.
Tensioni politiche all’interno dell’Ucraina
La crisi militare si intreccia con crescenti tensioni politiche a Kiev. Per il quarto giorno consecutivo, i cittadini hanno protestato contro la rimozione del ministro della Difesa, un sostenitore dell’innovazione tecnologica, in contrasto con le strategie del comandante in capo dell’esercito, da cui ora chiedono le dimissioni. Il presidente ha dichiarato di essere in costante consultazione con i vertici militari e ha promesso “decisioni a breve” per rispondere al malcontento della piazza.
La risposta di Kiev: droni sui terminal petroliferi russi
L’Ucraina ha intensificato le operazioni in territorio nemico in risposta agli attacchi. Diverse azioni hanno causato quattro vittime tra le regioni russe e i territori occupati di Luhansk, mentre una squadriglia di droni ha colpito il terminal del Caspian Pipeline Consortium vicino al porto russo di Novorossiysk.
L’attacco ha interrotto le operazioni di pompaggio e danneggiato due petroliere cariche di greggio kazako. Questa operazione ha suscitato la condanna della diplomazia kazaka, che l’ha qualificata come un atto mirato a destabilizzare il commercio internazionale. L’obiettivo strategico di Kiev rimane quello di danneggiare le infrastrutture energetiche per limitare le risorse finanziarie di Mosca destinate allo sforzo bellico.
