Oltre 93mila persone nella regione colpite da demenze in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer

Matteo
Di Matteo

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Nella regione Emilia-Romagna, con oltre un quarto della popolazione sopra i 65 anni, si assiste a un aumento dei casi di demenza. La prevalenza ammonta a 25,2 casi per mille abitanti, rispetto ai 23 casi dell’anno precedente. Questo incremento è attribuibile anche all’efficace capacità dei servizi sanitari e sociosanitari di identificare e assistere le persone affette da demenza. La regione ha avviato già dal 1999 una rete di supporto per pazienti, famiglie e caregiver, portando a una stima di circa 93.723 persone affette da demenza sul territorio. Di queste, il 74% è seguito dai servizi competenti, con le fasce di età più colpite tra i 75 e i 89 anni, e in particolare oltre i 90 anni.

I dati aggiornati sono contenuti nella relazione sul progetto regionale demenze per il 2025, pubblicata in occasione della Giornata mondiale Alzheimer. Il report delinea le aree prioritarie di ricerca e intervento, ponendo particolare attenzione sulla lotta contro lo stigma e sul supporto alla domiciliarità.

L’assessore alle Politiche per la salute ha evidenziato come l’aumento dell’aspettativa di vita richieda un ripensamento e un potenziamento dei servizi, affinché il vivere più a lungo sia accompagnato da una rete di cura adeguata. Le malattie di demenza impattano profondamente le famiglie e i caregiver, ed è necessario garantire un’assistenza efficace che comprenda diagnosi precoce, cura e assistenza domiciliare. Sebbene in Emilia-Romagna sia stata creata una rete importante negli anni, è fondamentale un ulteriore lavoro congiunto tra sanità e sociale per renderla sempre più capillare.

Grazie al Fondo nazionale demenze 2024-26, la Regione ha destinato oltre 1,8 milioni di euro a diversi progetti, tra cui interventi psicosociali a favore dei pazienti e dei loro assistenti. Tutte le Aziende sanitarie regionali sono coinvolte, in collaborazione con enti locali, volontariato e Terzo settore. Tra le novità dell’anno scorso si segnala lo sviluppo del Welfare culturale, un’iniziativa per connettere la cultura con i professionisti dei centri specializzati in disturbi cognitivi e demenze, facilitando l’accesso al patrimonio artistico.

In occasione della Giornata mondiale Alzheimer, l’associazione Caima ha voluto esprimere vicinanza ai caregiver, sottolineando che non sono soli in questo difficile percorso. È importante che chi vive questa esperienza chieda aiuto e si prenda cura di sé stesso. La cura di un familiare non deve far dimenticare l’importanza del benessere personale. La associazione offre sostegno e ascolto a chi ha domande, paure o semplicemente il bisogno di parlare, creando uno spazio sicuro per condividere e affrontare insieme le sfide legate alla demenza.

A tutti i caregiver, l’invito è a prendersi cura di chi amano, ma anche di sé. Chiedere aiuto e concedersi momenti di pausa è un gesto d’amore che permette di affrontare meglio questa significativa responsabilità.

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