Rimini rilancia il coinvolgimento dei giovani con “Back to Sport” per esplorare tutte le discipline sportive

Matteo
Di Matteo

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Riparte per il sesto anno consecutivo “Back to Sport”, il progetto dell’assessorato allo Sport volto a incentivare la pratica sportiva tra i giovani. L’edizione 2026 conferma la formula innovativa introdotta lo scorso anno, inserendosi nelle politiche dell’amministrazione orientate alla promozione dell’attività sportiva tra bambini e ragazzi. Quest’attività viene intesa non solo come esercizio fisico, ma anche come opportunità di crescita sociale, socializzazione, inclusione e diffusione di stili di vita sani.

Con l’approvazione del progetto “Back to Sport – Edizione 2026” è stato pubblicato un avviso che invita associazioni e società sportive a partecipare, presentando il modello di richiesta entro il 20 agosto. Possono aderire enti sportivi non a scopo di lucro con sede legale a Rimini, che svolgono attività giovanile nel territorio comunale e sono affiliati a una Federazione Sportiva, al Cip o a un Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal Coni. Il progetto è destinato ai residenti nati tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2020, senza limitazioni sulle discipline praticate in passato. In questo modo, ragazzi e famiglie hanno la possibilità di contattare diverse società e valutare proposte multiple.

Per il 2026, è confermata anche la funzione di vetrina informativa digitale, che ha sostituito il precedente approccio legato al solo periodo di prova gratuito. Le società partecipanti aggiorneranno le informazioni su discipline, sedi, orari e disponibilità nell’accoglienza di ragazzi con disabilità. Questi dati verranno raccolti in un documento riepilogativo unico, ordinato alfabeticamente per disciplina e pubblicato sul sito del Comune, fornendo un punto di riferimento per le famiglie riminesi nell’esplorazione dell’offerta sportiva locale. Il periodo di prova gratuito rimane una possibilità opzionale, gestita autonomamente da ciascuna società secondo le proprie attrezzature e disponibilità, con la responsabilità di comunicare direttamente con le famiglie riguardo a posti disponibili, giorni e orari. Le società potranno richiedere un contributo una tantum non superiore a 25 euro per l’eventuale copertura assicurativa del periodo di prova, oltre a un eventuale certificato medico di idoneità.

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