San Martino: in piazza la storica botte di Pitrèt per celebrare la Cagnina

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


C’era una volta la “botte di Pitrèt”, un grande tino utilizzato per celebrare, durante la festa dei Becchi, il vino nuovo e la Cagnina. Questo rituale, divenuto un simbolo di San Martino, ha trovato una nuova vita grazie alla Casa Vinicola Battistini e all’iconico passaggio sotto le corna dell’arco Ganganelli.

Quest’anno, Birgo Burger, un marchio di San Vito noto per i suoi hamburger in stile romagnolo, collaborerà con la storica cantina Battistini per riportare la botte in piazza. Inoltre, sarà dedicato un intero stand alla Cagnina. Un aspetto interessante è che la prima botte di San Martino fu innalzata, quando papà Bordoni aveva solo quattordici anni, assieme allo zio Pietro Nicoletti, un famoso oste locale conosciuto come Pitrèt. Negli anni successivi, la Cantina Battistini avrebbe continuato questa tradizione, riempiendo la botte, inizialmente carica di Sangiovese, con la Cagnina attuale.

Quasi sessant’anni dopo, i pronipoti di Pitrèt, Federico e Filippo Bordoni, hanno deciso di riportare la botte in piazza Ganganelli. “Inauguriamo venerdì 6 novembre alle 19 – raccontano – abbiamo creato uno spazio dedicato alla Cagnina all’interno di Birgoland, un’area per festeggiare questa tradizione santarcangiolese e anche della nostra famiglia. Oltre alla piada con salsiccia e cipolla di Santarcangelo, offriremo Sangiovese e Cagnina. Negli ultimi anni, ci siamo accorti che nessuno celebrava questo vino come meriterebbe. Così è nata l’idea di dedicargli uno stand scenografico per promuoverlo e valorizzarlo come icona di San Martino.”

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